Monuments Men

“Ci direbbero che con tutta la gente che muore, chissenefrega dell’arte. Ma sbagliano. Perché è per questo che noi combattiamo, per la nostra cultura, e per il nostro stile di vita.” –Frank Stokes-

 

monuments-men_cover“Monuments Men” è il titolo del film diretto, prodotto ed interpretato da George Clooney che racconta la storia dei “Monuments Men”, esperti d’arte americani che durante la Seconda Guerra Mondiale hanno cercato di salvare il maggior numero di capolavori artistici dalla distruzione e dai trafugamenti in Europa.

Il regista, produttore, sceneggiatore e attore Grant Heslov, dopo aver letto il libro “Monuments Men” di Robert M. Edsel e Bret Witter, ne è rimasto entusiasta e lo ha segnalato a George Clooney che ha accettato di realizzare la trasposizione cinematografica del testo. I Monuments Men sono realmente esistiti ed erano trecentocinquanta, mentre nel film le vicende narrate sono concentrate su sette Monuments Men, interpretati da un cast d’eccezione: George Clooney, che interpreta il ruolo di Frank Stokes ispirato allo storico dell’arte George Stout, capo del reparto conservazione del museo Fogg di Harvard, direttore del Worcester Art Museum e dell’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston. Matt Damon, che interpreta il ruolo di James Granger ispirato a James Rorimer, direttore del Metropolitan Museum of Art di New York. Bill Murray, che interpreta il ruolo di Rich Campbell, ispirato all’architetto Robert Posey, scopritore della miniera di sale di Altaussee, dove i nazisti avevano nascosto la Madonna di Bruges di Michelangelo e tante altre opere d’arte. Bob Balaban, che interpreta il ruolo di Preston Savitz ispirato a Lincoln Kirstein, un impresario americano, esperto d’arte, scrittore e cofondatore del New York City Ballet. John Goodman, che interpreta il ruolo di Walter Garfield ispirato a Walker Hancock, uno scultore. Hugh Bonneville, che interpreta il ruolo di Donald Jeffries ispirato a Ronald Balfour, uno storico britannico. Jean Dujardin, che interpreta Jean-Claude Clermont, un personaggio inventato. Ad aggiungersi ai sette Monuments Men c’è anche Dimitri Leonidas, che interpreta il ruolo di Sam Epstein ispirato a Harry Ettlinger, un ragazzo di diciannove anni —l’unico soldato vero del gruppo— ingaggiato perché sapeva parlare in tedesco: era nato in Germania ma si era trasferito in America, perché ebreo.

Nel film, oltre ai sette formidabili uomini, c’è anche una donna che gioca un ruolo importante nella storia ed è il personaggio di Claire Simone, interpretato da Cate Blanchett ed  ispirato a Rose Valland, una storica d’arte sostenitrice della resistenza francese che quando Parigi viene occupata dai nazisti si  ritrova a lavorare come responsabile al museo “Jeu de Paume”, usato come deposito dai tedeschi per nascondere le opere d’arte rubate agli ebrei, per un totale di circa ventimila pezzi.

A scoprire i Monuments Men e a scriverne poi un libro è stato Robert Morse Edsel che ha vissuto a Firenze negli anni 90 e proprio in questa città ha cominciato ad interessarsi ai tesori artistici sopravvissuti ad uno dei più grandi conflitti della storia dell’umanità; nel 2000 tornato a New York viene a conoscenza della sezione monumenti, belle arti e archivi dell’esercito anglo-americano,“The Monuments, Fine Arts, and Archives program” che riuscì a salvare la maggior parte delle opere d’arte che ancora oggi possiamo vedere; tutt’ora alcuni capolavori artistici non sono ancora stati ritrovati. Lo scorso anno, in un appartamento a Monaco  sono state scoperte 1.500 opere d’arte, dal valore di oltre un miliardo di euro, di grandi artisti: Matisse, Picasso, Renoir, Chagall, Dix, che fino a qualche secondo prima si credeva, fossero andate perse. In gran parte Clooney ed Heslov sono stati fedeli al testo di Edsel, anche se si sono presi alcune libertà: certi personaggi somigliano ai veri protagonisti della storia, altri sono inventati. I due autori del film, per realizzarlo, si sono ispirati alle vecchie pellicole di guerra degli anni ’60; “avevamo voglia di girare un film che fosse più diretto, vecchio stile e con una prospettiva positiva”, ha affermato Clooney. Le musiche sono del compositore francese Alexandre Desplat che si legano perfettamente alle battute ironiche e divertenti, ma al contempo anche alla drammaticità del periodo narrato.

In questo film Frank Stokes, interpretato da G. Clooney, durante la Seconda Guerra Mondiale, guida un gruppo di sette “soldati”, che lavorano nell’ambito artistico con l’obbiettivo di recuperare i capolavori artistici rubati dai tedeschi per restituirli ai legittimi proprietari; nascono così i “Monuments Men”. Il presidente Roosevelt decide di sostenere il lavoro di questi sette uomini, soprattutto in seguito al bombardamento di una famosa abbazia da parte degli Alleati, quando si rende conto che la cultura è stata messa a rischio non solo da parte dei nazisti, ma anche dalle altre forze coinvolte nel conflitto. Hitler –artista fallito- vuole creare a Linz, in Austria, il più grande museo, contenente le più importanti opere artistiche del mondo, il Führermuseum. Ad aiutare il Führer in questa impresa è il suo braccio destro, il Maresciallo Hermann Göring, che trattiene per sé molte opere. Grazie ai Monuments Men il sogno di Hitler si infrange.

“Puoi sterminare una generazione di persone, radere al suolo le loro case, troveranno una via di ritorno. Ma se distruggi i loro conseguimenti, e la loro storia, è come se non fossero mai esistite, solo ceneri, che galleggiano. Quello che vuole Hitler, ed è la sola cosa che non possiamo permettergli.”  –Frank Stokes-

Il film “Monuments Men” verrà proiettato presso il cinema Ariston di Trieste oggi, lunedì 31 marzo, con i seguenti orari: 16.30, 18.45 e 21.0

 

Nadia  Pastorcich @centoParole Magazine – riproduzione riservata

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About Nadia Pastorcich

Redattrice. Nadia Pastorcich nasce a Trieste; è una studentessa universitaria che fin da piccola ha frequentato ambienti legati al mondo dello spettacolo, appassionandosi sempre di più al teatro, al cinema e all’arte. A cinque anni ha iniziato a seguire le operette per poi passare al balletto e infine alla prosa e all’opera. Si è poi appassionata al cinema che va dagli anni Trenta agli anni Sessanta e ciò l’ha portata ad approfondire anche la musica, la moda e la fotografia d’epoca.