Klimt: alle origini di un mito

Dal 12 marzo al 13 luglio 2014 è stata istituita la mostra dal titolo “Klimt: alle origini di un mito” al Palazzo Reale di Milano che ci farà percorrere attraverso cento opere la carriera dell’artista austriaco, dagli anni della  formazione a quelli della Secessione Viennese. L’esposizione, realizzata in collaborazione con il Museo Belvedere di Vienna (Österreichische Galerie Belvedere), è curata da Alfred Weidinger.

Gustav Klimt secondo di sette figli, nasce il 14 luglio 1862 a Baumgarten, un sobborgo periferico di Vienna.

 La prima sala della mostra ci illustra proprio come la famiglia ricopra un ruolo significativo nella biografia di Klimt. Con l’aiuto dell’audioguida e dell’atmosfera creata dalle luci soffuse e la nuance porpora delle pareti, il visitatore s’immerge nelle origini familiari dell’artista. Nella prima sala, sono appese alle pareti alcune incisioni del fratello Georg seguite da opere dell’altro fratello, Ernst.

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Dei quadri esposti, pochi appartengono al periodo  “Liberty” dell’artista. Il fil rouge su cui si sviluppa la mostra suggerisce una panoramica dell’autore a 360°, partendo dal periodo della giovinezza per giungere alla fase più oscura che corre in parallelo con l’insorgere delle guerra.

Successivamente vi è uno spazio dedicato alla formazione artistica: vengono esposti i primi bozzetti e le prime sperimentazioni.  Da un’attenta osservazione può sembrare strabiliante come Klimt durante la sua formazione riesca a “giocare” così abilmente con le tecniche artistiche passando dal mosaico alla lavorazione dei metalli. Egli si distinse inizialmente grazie a dipinti e disegni ispirati al Rinascimento italiano sotto l’influenza di Hans Makart di cui sono riportate alcune opere.

Infine l’apice, ovvero il “periodo d’oro” del nostro artista si identifica in un momento ricco di rimandi alla grafica giapponese e al linearismo che  trova grandi riscontri nel“Fregio di Beethoven”.

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Esso è stato esposto nel 1902, in occasione della XIV esposizione degli artisti secessionisti viennesi. Nella mostra è esposta una ricostruzione, accompagnata dalle note della Nona Sinfonia.

Valeria Morterra © centoParole Magazine – riproduzione riservata

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Serena Bobbo

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