Gebo e l’ombra

locandinaAlla 69esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il 5 settembre 2012, era stato proiettato, in prima mondiale, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, il film fuori concorso, dell’ultracentenario Manoel De Oliveira, “O Gebo e a Sombra”. A presenziare alla proiezione c’erano la meravigliosa Claudia Cardinale, Michael Lonsdale, e Luìs Miguel Cintra. Ora, dopo due anni da quel giorno, il film è uscito anche nelle sale cinematografiche italiane. Oliveira, per la realizzazione di questo film, si è ispirato al dramma in quattro atti “O Gebo e a Sombra” del 1923, di Raul Brandão. La pellicola narra la situazione sociale portoghese degli anni Venti, prendendo come riferimento una famiglia povera. La storia si svolge tra quattro mura, e solo raramente si vede qualche scorcio esterno.

Gebo (Michael Lonsdale), il padre di famiglia, è un contabile che vive con la moglie Doroteia (Claudia Cardinale) e con la nuora Sofia (Leonor Silveira), che loro stessi hanno cresciuto, come se fosse la loro figlia. Doroteia accusa sia il marito che la nuora del disinteresse che hanno per João (Ricardo Trêpa) – il figlio dei due, nonché marito di Sofia – che è scappato di casa, già da molti anni; e che, per evitare la routine quotidiana, commette anche azioni illegali. Gebo_et_l_ombreUn giorno, inaspettatamente, João ritorna e sua madre si sente subito meglio. Durante una chiacchierata con la famiglia e due amici: Chamiço (Luìs Miguel Cintra) e Candidinha (Jeanne Moreau), Doroteia scopre la vera natura ribelle del figlio. Dopo che tutti se ne sono andati João resta solo con sua moglie, la quale cerca, nel momento in cui suo marito ruba i soldi, che il padre tiene per conto dell’azienda per cui lavora, di fermarlo; ma non ci riesce…

Gebo e l’ombra: un film dalla valenza pittorica, espressionista, caratterizzato da una prevalenza di colori freddi contrapposi a qualche punto luce, che illumina la scena cupa; inoltre l’atmosfera che avvolge i personaggi è ricca di pathos, creato anche grazie alle scelte stilistiche del regista. Da notare anche i long takes, che al meglio valorizzano il nucleo di questo film: il tempo che passa lentamente, e dove la riflessione di certo non manca. La storia si svolge in un ambiente disadorno, semplice; quella semplicità che ormai non c’è più, né dentro, né davanti lo schermo. Lo sguardo delle persone si è sempre di più abituato a fruire del film in modo “violento”: un flusso di immagini veloci rimbalzano sul fruitore, che non sa esattamente gebo_et_l_ombre_o_gebo_e_a_sombra-570899126-largecosa deve guardare; spesso sia lo sfondo che i soggetti in primo piano sono sempre in movimento e ciò può risultare non di facile lettura. Invece, nel film di Oliveira c’è il tempo per osservare, pensare, e riflettere sulle problematiche degli anni Venti, che, alla fine, troviamo anche tuttora: la crisi economica, l’importanza del denaro, della sua mancanza, dell’effetto che può riversare sulla gente. Attraverso il personaggio di Cintra, Oliveira sottolinea la frustrazione dell’artista che non riesce a dimostrare il proprio talento, perché si scontra con una società basata fondamentalmente sul denaro, dove non si tiene contò della qualità, ma del ricavo.

“È ciò che piace al pubblico. Il gusto si è degradato. Ah, l’arte…quando penso all’arte….Penso all’arte e mi rattristo enormemente. Chi non prova lo stesso in questo momento? Allora mi lascio andare e suono, non so cosa, da solo

Il film di Oliveira è quasi teatrale e riporta in luce il cinema delle origini, anche grazie alla prevalenza della camera fissa. A evidenziare tale teatralità è anche l’espressività dei volti dei personaggi, e il tipo di recitazione. Un cast impeccabile, che riesce a trasmettere emozioni e debolezze di ogni essere umano, conferendo così al film una chiave realistica.

A Trieste è possibile vedere questo film presso il Cinema Dei Fabbri (via Dei Fabbri 2/A) con i seguenti orari:

Domenica 3 Agosto ore 16.30 ­ 18.15 – 20.15

Lunedì 4 Agosto ore 16.30 ­ 18.15 ­ 20.15

Martedì 5 Agosto ore 16.30 ­ 18.15 ­ 20.15

Mercoledì 6 Agosto ore 21.45

Nadia Pastorcich © centoParole Magazine – riproduzione riservata

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About Nadia Pastorcich

Redattrice. Nadia Pastorcich nasce a Trieste; è una studentessa universitaria che fin da piccola ha frequentato ambienti legati al mondo dello spettacolo, appassionandosi sempre di più al teatro, al cinema e all’arte. A cinque anni ha iniziato a seguire le operette per poi passare al balletto e infine alla prosa e all’opera. Si è poi appassionata al cinema che va dagli anni Trenta agli anni Sessanta e ciò l’ha portata ad approfondire anche la musica, la moda e la fotografia d’epoca.