Icons of Music: then and now. La Pop Art a Grado

Icons of Music Steve Kaufman Grado 2014

ICONS OF MUSIC then and now Grado Casa della Musica 2014

Proseguendo idealmente nel filone di mostre che ha contraddistinto il periodo recente (Rosenquist, Basquiat, Jim Dine; Steve Kaufman al Palazzo Costanzi di Trieste e al Museo Casa Enzo Ferrari di Modena), la POP ART incontrerà il pubblico alla “Casa della Musica” di Grado dal 14 agosto al 14 settembre nella mostra d’arte contemporanea intitolata “ICONS OF MUSIC: then and now” (“Icone della musica: un tempo, e oggi”), tutti i giorni dalle ore 18 alle ore 22, in co-organizzazione e con il patrocinio del Comune di Grado

ICONS OF MUSIC then and now Grado Casa della Musica 2014“ICONS OF MUSIC: then and now” propone quindici grandi opere Pop Art uniche, tutte originali. Si tratta di quadri di forte impatto per la loro freschezza e l’apparente semplicità che li avvicina ad ogni genere di visitatore. La mostra, che avrà anche contenuti multimediali, è interamente dedicata al principe della Pop Art, l’artista americano Steve Kaufman, assistente di Andy Warhol durante il loro periodo di stretta collaborazione nella “Factory”.

 

 

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Steve Kaufman Self PortraitSteve Alan Kaufman, nato nel 1960 nel Bronx, a New York, fu un ‘figlio dell’arte’. Circondato da una famiglia numerosa della quale molti esponenti erano pittori o scultori, ricevette da essa un’influenza molto significativa, che l’indirizzò presto verso l’arte e segnò le sue opinioni e il suo modo di concepirla: la madre era una grande appassionata di pittura, e gli zii insegnarono a Steve la scultura. “Mi dissero che essere un artista voleva dire cambiare continuamente, così ho provato … ho provato tutte le differenti forme d’arte con le quali sono venuto in contatto e oggi lavoro con quindici stili diversi. L’arte dovrebbe essere sempre intesa come un cambiamento; molti artisti lavorano con un solo metodo e attraverso un solo mezzo per tutta la loro carriera, ma io non vorrei mai annoiarmi. Mi hanno insegnato che la tela non è l’unica cosa su cui puoi dipingere”. 

Steve Kaufman Mozart State IIKaufman tenne la sua prima mostra personale all’età di otto anni. Poi lavorò, praticò l’arte e venne coinvolto dall’atmosfera rivoluzionaria degli anni in cui viveva. Nel 1975 partecipò a un’esibizione di Graffiti Art di gruppo, al Whitney Museum of American Art; a dodici anni lavorava al Macy’s Department Store di Manhattan, e dipingeva a richiesta sulle Pet Rocks acquistate dai clienti.

Kaufman ebbe poi molte esperienze; frequentò la Manhattan School of Visual Arts , dove incontrò artisti come Jean-Michel Basquiat, e nel 1981, quando aveva diciannove anni, incontrò Andy Warhol, per il quale lavorò come assistente presso lo studio The Factory ; presso la ‘Factory’, Steve Kaufman produceva dipinti Pop originali, serigrafie, temi artistici per feste destinati ai night club più famosi. Vendette le sue opere a Calvin Klein e Steve Rubell, e partecipò a una mostra di gruppo assieme a Keith Haring. Fu molto impegnato nella lotta civile: nel 1980, partecipò a una campagna per la consapevolezza sull’AIDS che includeva l’atto di chiudere il sindaco di New York dentro al suo ufficio, nel corso della quale venne arrestato.

Steve Kaufman Pop ArtQuando lasciò la ‘Factory’ di Warhol, Kaufman creò il suo ‘SAK Studio’, e assunse come assistenti molti senzatetto di New York; realizzò opere sulla loro condizione sociale, fra le quali i ritratti di tre vagabondi che furono successivamente esposti in quarantasei città degli Stati Uniti, alle fermate degli autobus, contribuendo a raccogliere quasi cinque milioni di dollari interamente devoluti in beneficenza.  Ideò poi il primo dipinto murale sulla ‘Racial Harmony’ ad Harlem, con l’intenzione di attrarre l’attenzione sui problemi di quel quartiere, e condusse molte altre iniziative.

All’inizio degli anni Novanta l’arte di Steve Kaufman era molto richiesta dai collezionisti, ma le intenzioni dell’artista erano di rimanere a contatto con il pubblico il più vasto possibile. Utilizzando quattro carrozze dismesse della metropolitana di New York, le pareti di edifici abbandonati e i muri perimetrali, Kaufman creò cinquantacinque murali “Racial Harmony” con l’immagine di Malcom X e partecipò a trasmissioni su Fox, MTV e radio per promuovere la tolleranza razziale e l’armonia.  Creò  un ‘AIDS Memorial’ a New York City, e coprì la lettera ‘D’ di Hollywood con un drappo rosso per ricordare coloro che erano morti a causa della malattia.

Steve Kaufman Comic Book PaintingNella metà degli anni Novanta, Steve Kaufman si trasferì a Los Angeles, e iniziò a dipingere in un nuovo stile quasi fumettistico che chiamò ‘Comic Book Pop Art’. Utilizzò immagini di Superman, Batman, Spider Man e molti altri; Kaufman lavorò con Stan Lee , il notissimo fumettista e sceneggiatore, divenendo il primo artista capace di creare un ponte fra il fumetto di Marvel Comics e quello di DC Comics. Ritrasse John Travolta, e Muhammad Ali; nel 1996 ottenne il permesso di poter dipingere un’immagine di Frank Sinatra. Successivamente, gli fu richiesto dalla Campbell di realizzare un’edizione limitata per i cent’anni della ‘Campbell Soup‘. Come assistenti ormai aveva ormai avuto più di duecento giovani e giovanissimi ex membri delle gang criminali – fatti rilasciare, anche con il suo contributo diretto e la sua personale trattativa con gli avvocati e le istituzioni, dalle prigioni in un percorso di allontanamento dal crimine e di redenzione attraverso l’arte. Attraverso altri canali, Kaufman aiutava economicamente moltissime altre fondazioni benefiche.

Steve Kaufman Cassius ClayAlla fine degli anni Novanta, Kaufman ebbe rilevanti problemi di salute, soffrì d’infarto e venne coinvolto in un incidente stradale. Appena ristabilitosi riprese il lavoro, e in quegli anni rilasciò molti dipinti di icone della musica, del cinema e dell’arte – i ‘Rat Pack’, e Al Pacino come ‘Il Padrino’ e ‘Scarface’; dipinse Howard Stern, Barbie e due nuove edizioni di Marilyn Monroe, e altri ritratti come Van Gogh e Picasso fatti interamente a mano. 

Nel 2001, il suo tributo agli eroi degli attacchi al ‘World Trade Center’ dell’11 settembre; poi la serie di dipinti commemorativi al ‘Caesar Palace’ di Las Vegas, di sei per centocinquantadue metri, che attrassero l’attenzione di dieci milioni di visitatori nei primi quattro mesi, e altre opere, fra le quali ‘Remember’, commemorazione dell’Olocausto alla ‘New York Art Expo’, e il ritratto rappresentante la principessa Diana, donato alla ‘Elton John AIDS Foundation’.  

Steve Alan KaufmanLa sua salute, però, stava rapidamente deteriorandosi. Soffrì di un nuovo, grave infarto, ma continuò a lavorare e a dar vita a molte altre iniziative di beneficenza anche attraverso la sua fondazione ‘Give Kids a Break’; incontrò Bill Clinton; partecipò a ‘Love Ride’ con Jay Leno e Peter Fonda per il decimo anno consecutivo. Dipinse un ritratto del Papa, per il Vaticano; contribuì a raccogliere fondi per le vittime dell’uragano ‘Katrina’. In un momento in cui le sue condizioni di salute sembravano essere migliorate, seppur sconsigliato dai medici si impegnò in un estenuante serie di viaggi, incontri, interviste televisive e mostre attraverso gli States. “Se smetto di farlo, posso anche smettere di vivere. È la ragione per cui vivo”. Nel 2008 mise in mostra i nuovi ‘Unici’ su vetro colorato rappresentanti il fregio della città di Las Vegas, un omaggio a Roy Lichtenstein e un omaggio a Picasso.

Morì nel 2010, colpito da un nuovo grave infarto mentre si preparava per un’esibizione d’arte. Poco prima di morire, scrisse: “Ho avuto una vita grandiosa, quindi per favore non piangete per me. Ho vissuto la vita di cento uomini”.

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Steve Kaufman Elvis Young - Grado Casa della Musica agosto 2014La mostra “ICONS OF MUSIC: then and now” alla recentemente restaurata Casa della Musica di Grado propone una selezione di alcune opere tra le migliori della collezione italiana con particolare risalto ai quadri dedicati ai grandi personaggi celebri della musica. Kaufman, indubbiamente, fu sempre affascinato dall’effetto che producono le grandi personalità e stelle della musica nella società, al punto da trasformare questo suo sentimento in un filo conduttore della sua arte, fino a giungere a quello che fu per lui un momento di riflessione sulla fama: Kaufman sentì il bisogno di guardare, con umiltà, indietro, a chi prima di lui aveva lasciato una traccia, per poter poi continuare in nuove direzioni. Steve Kaufman Mozart Icons of Music Grado

L’immaginario a cui Kaufman si appoggiò per il suo ciclo di dipinti sui miti della musica è quello dell’opera classica e delle figure storiche, ma anche della televisione, del cinema, degli eventi mondani: Steve Kaufman dipinse Mozart, Beethoven, Marilyn Monroe, Michael Jackson, i Beatles, Frank Sinatra (ottenne anche, assieme a Leroy Neiman, l’esclusiva dalla famiglia Sinatra per realizzare diversi ritratti dell’indimenticabile cantante), presentandoli come se fossero personaggi attuali.

 

ICONS OF MUSIC then and now Grado Casa della Musica 2014I miti e le grandi narrazioni di figure importanti o epoche vengono svuotati dei loro contenuti e si traducono nel consolidamento della citazione, dell’illustrazione del già illustrato, del continuo riproporre di qualcosa già proposto: arte sull’arte che rifà l’arte e si rifà all’arte. Mozart e Michael Jackson che, da personaggi mondani, al di fuori di qualsiasi epoca, diventano allo stesso tempo il ‘volto’, che è veicolo di un omaggio di Steve Kaufman al loro genio e lo strumento per raggiungere un pubblico popolare, il più ampio possibile, molto spesso semplice e costituito anche da chi si avvicina all’arte per la prima volta. Michael Jackson e Mozart, quindi, che incontrano il POP e cercano assieme a Kaufman, nel rispetto della tradizione, di guidarlo in modo molto colorato e comprensibile verso la conoscenza di altri miti e altre icone della musica e non solo.

L’evento è organizzato dal Comune di Grado Elisa Polo e Flavia Moimas, da Diana Vachier e Alberto Panizzoli di American Pop Art Inc e da Steve Kaufman Art Licensing LLC. La mostra è curata da Serena Bobbo e Roberto Srelz.

 

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Roberto Srelz

About Roberto Srelz

Editore e direttore responsabile, presidente del gruppo centoFoto , è nato a Trieste. Professionista presso una grande azienda internazionale, è scrittore biografico (ha pubblicato il romanzo breve ‘Per Due Volte’ con ‘Luglio Editore’ ) e fantastico (ama in particolare il Fantasy nordeuropeo e scrive racconti brevi sul Web). Nel 2010 e 2012, con ‘Esaedro’, è stato editore di ‘Lions & Saints’ (Guendal – Ramella) e di ‘Pin Up’ (‘Accademia di Fumetto’, Trieste), collaboratore di dotART, e dal 2009 al 2014 ha organizzato la manifestazione ‘Fumetti per Gioco‘ assieme ad altri collaboratori. Insegna fotografia ed ha partecipato a mostre fotografiche in Italia (l'ultima delle quali su Steve Kaufman con "American Pop Art") e all’estero (Croazia, Polonia e Ungheria).