Fumetti per Gioco: fantasia senza confini

Fumetti per Gioco 2014 - Alice Paci - Tergestea
Fumetti per Gioco 2014 - il manifesto di Giulio Riosa‘Fumetti per Gioco’. Quinta Edizione, 15 e 16 novembre 2014. Di che cosa si tratta?
La prima risposta – quella più naturale – è: ‘Fumetti per Gioco’ è una manifestazione che fanno a Trieste. “Giochi con fumetti attorno, e gente vestita in costume, li chiamano Cosplayer, si travestono da Manga e da personaggi dei film. Due o tremila persone in un Palazzetto dello Sport, c’è anche un gruppo musicale. Per strada ci sono i manifesti. È come a Lucca Comics, solo che Lucca è tanto tanto più grande”.
Il gruppo che organizza la manifestazione (c’è anche qualcuno di noi, di ‘centoParole’) ti dice che è tutto vero: che ci sarà la musica, che ci saranno i giochi, e anche il concorso dei Cosplayer (e gli immancabili fotografi). Ma la manifestazione, che cos’è, che senso ha? Da dove nasce? Perché questo nome, ‘Fumetti per Gioco’? Tutto questo, da dove trae ispirazione?
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Le origini. Partiamo dalla letteratura che sta alla base della passione. Se altre occasioni d’incontro, altre manifestazioni e fiere (come ‘Play‘, di Modena) hanno origini diverse, quelle dell’evento triestino sono marcatamente Fantasy e fantascienza. Dagli appassionati di Fantasy, frequentatori assidui dei cinema e dello storico festival di fantascienza cittadino, furono fondati i primi gruppi, le prime associazioni; la prima manifestazione di giochi a Trieste, nei primi anni Novanta, ebbe il nome di ‘Fantasia senza Confini’, e di lì a seguire.
Il Signore degli Anelli - Unico AnelloPrima di qualsiasi altra opera, naturalmente, è d’obbligo citare la trilogia del ‘Signore degli Anelli’ di J.R.R. Tolkien, trasposta in film dal regista Peter Jackson in un’atmosfera epica e indimenticabile, recentemente rinnovata da ‘Lo Hobbit‘ (in realtà, opera letterariamente molto diversa da quella cinematografica, di molto precedente e destinata a un pubblico diverso).
Il gioco di ruolo più famoso e commercializzato, ‘Dungeons and Dragons’, appena riproposto in nuova edizione a Lucca Comics & Games , ha nel corso della sua evoluzione prodotto moltissime ambientazioni, tra i cui autori possiamo citare Tracy Hickman e Margaret Weiss , creatrici della fortunata e articolatissima saga letteraria di ‘Dragonlance’.
(‘Fumetti per Gioco’, edizione 2010 al Salone degli Incanti)
Non possiamo trascurare Robert Jordan, e la ‘Ruota del Tempo;’ non possiamo dimenticare George R.R. Martin e le sue ‘Cronache del Ghiaccio e Fuoco’ (‘Game of Thrones‘), che hanno dato vita alla saga televisiva Il Trono di Spade , divenuta un fenomeno mediatico.
Ambientazioni di giochi esistono per i racconti di Robert Howard , incentrati sulle avventure dell’eroe Conan (impersonato al cinema da Arnold Schwarzenegger), e per i personaggi creati da Michael MoorcockElric di Melnibonè (anche a fumetti) e il celebre gioco di ruolo ‘Stormbringer’.
Lego Darth Vader - Lucca Comics and Games 2014In ambito fantascientifico, ci sono ‘Guerre Stellari’ (attualmente tornato a essere linguisticamente ‘Star Wars‘, forse per ragioni di brand e logo), Star Trek, Serenity, Stargate, e l’elenco potrebbe continuare per molto: ricordiamo che esiste un gioco di ruolo basato sulla saga di ‘Ringworld’ di Larry Niven, e un gioco su quella che è forse la più celebre saga fantascientifica di tutti i tempi, ‘Dune’ di Frank Herbert. Una variazione sul genere è il cosiddetto ‘Steampunk‘, ovvero storie fantascientifiche in epoca Vittoriana, attualmente rinverdito come genere dai Cosplayer (i riferimenti letterari in questo caso scivolano inevitabilmente su Jules Verne de Ventimila Leghe sotto i Mari, ricordando che questo particolare genere ha prodotto delle animazioni Manga considerate capolavori cinematografici quali ‘Porco Rosso’ e Steamboy.
 
 (‘Fumetti per Gioco’, edizione 2013 alle ‘Torri d’Europa)
Dracula Cosplay - Lucca Comics and Games 2014Il genere Horror per gioco di ruolo merita due citazioni su tutte: ‘Vampire’ e ‘Call of Chtulhu’.
Nel primo caso, tutto trae origine da Bram Stoker e Dracula e trova sia un’ambientazione contemporanea nelle ‘Cronache dei Vampiri’ di Anne Rice, che uno … spinoff in Twilight di Stephenie Meyer, che una rivisitazione orientale in molti Manga e Anime.
Nel secondo caso l’ispirazione è chiara e ci si trova di fronte a un monumento della letteratura dell’orrore quale Howard Phillips Lovecraft , che nei suoi numerosi racconti sviluppa una complessa mitologia fatta di spaventosi dei e oscuri seguaci, che giunge a sfiorare il Fantasy e la fantascienza contemporanea e continua a essere letta e apprezzata.
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Mass Effect - gioco di ruolo per computerMa i giochi che si giocano a ‘Fumetti per Gioco’ sono dei videogiochi?

No. Sì. Più no (per la maggior parte no), che sì.
Il videogame – che, per ragioni di filosofia e storia, non può non essere presente a ‘Fumetti per Gioco’, perlomeno con qualche console Vintage e qualche computer retrò – come mezzo di comunicazione e d’intrattenimento è radicalmente diverso dal gioco organizzato e di simulazione, e in buona parte, con qualche eccezione, è diverso il suo pubblico: con matita, tavolo e dadi hanno molto più a che fare il disegno, la narrativa e la sceneggiatura che i giochi per computer (con qualche eccezione di elevatissima qualità – come le saghe a giocatore singolo di ‘Dragon Age, ‘Mass Effect‘, ‘Neverwinter Nights‘ e ‘Skyrim – come ‘Final Fantasy‘ – per citarne solo alcune).
Final Fantasy - gioco per computerL’appassionato di ‘Fumetti per Gioco’ non sta normalmente davanti al computer ma in media res, nel mezzo delle cose: il materiale di gioco classico sono carta, matita e pennarelli, mappe (pronte o disegnate sul momento, come quelle di Gary Gygax), dadi. Le persone che partecipano al gioco sono … agenti con licenza di giocare: sono Master (o Narratori, in italiano), giocatori e personaggi che si integrano nella creazione del mondo e della struttura della storia. La realtà attorno a loro è una rappresentazione strategica e tattica del mondo in cui, per un pomeriggio, che si può indefinitamente rinnovare, vivono. Le regole sono prestabilite, ma c’è spazio per tutti: ci sono giochi competitivi (i giochi di carte, i giochi da tavolo e di miniature) e ci sono giochi non competitivi.
Fumetti per Gioco edizione 2010 – la video intervista.
World of WarcraftPerché non ci sono i giochi Multiplayer?
Internet, MMORPG, ‘World of Warcraft’. Il successo immane di questo gioco (meglio: prodotto), e del filone a esso seguito, si basa su tre cardini: ragioni circostanziali (la tecnologia era pronta per accoglierlo, in una nicchia di mercato vuota, e ‘Warcraft’, come marchio di video gioco già di successo, era molto potente), ragioni strutturali (le care e vecchie regole di gioco, in ‘World of Warcraft’, sono ben curate e bilanciate, e la curva di crescita del personaggio soddisfa tanto i principianti quanto i patiti all’ultimo stadio; il mondo, inoltre, è costruito in modo drammaticamente credibile, tanto da portare il giocatore alla sospensione del giudizio – la sospensione volontaria dell’incredulità, con gli effetti, potenzialmente drammatici che conosciamo) e ultime, ma non per importanza, ragioni di interazione sociale (‘World of Warcraft’ incarna perfettamente l’idea che l’unico senso profondo di traslare i giochi alla carta allo schermo sia solo quando si va oltre la mera trasposizione, cercando di sfruttare le specifiche del computer collegato alla rete come mezzo di comunicazione: gilde, messaggi, socializzazione e suddivisione dei ruoli, chat …)
World of WarcraftIn pratica l’evocatività, la poesia, l’inventiva e l’immaginazione che scaldano il gioco di ruolo classico cartaceo e che vengono annacquate nel trasbordo a un mezzo ‘freddo’ come un computer collegato alla rete devono essere compensate dalla componente ‘calda’ tipica dell’online, cioè la comunicazione immediata all’interno di un mondo virtuale credibile (credibile – non necessariamente autentico).
Ecco, secondo gli organizzatori di ‘Fumetti per Gioco’ (e secondo chi scrive) il MMORPG (‘Massive Multiplayer Online Role Playing Game’) fa questo, e, nella filosofia dell’evento ludico, non trova un suo spazio. Mentre il sottogenere Multiplayer sembra, su Internet, trionfare, al di fuori della Rete i fondamenti del gioco di ruolo classico e la socializzazione diretta permeano in realtà ogni genere ludico immaginabile – diventando lo spirito stesso della manifestazione.
E, no, non gioco a ‘World of Warcraft’. Per scelta, naturalmente.
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I giochi classici, quindi. A ‘Fumetti per Gioco’ incontri giocatori di lunga data. Cerchiamo di uscire, da subito, dal luogo comune che può facilmente venire in mente: quando diciamo giocatori, non parliamo di appassionati del gioco d’azzardo, dei Video Poker o delle sale slot. Parliamo di giochi di ruolo (Dungeons and Dragons’ e i suoi fratelli, appunto), di giochi di simulazione tridimensionali (Warhammer per citare solo il più famoso), di giochi da tavolo (come quelli di Giochi Uniti) e, sì, anche di giochi di carte – ma di carte collezionabili (‘Magic: The Gathering e tutti gli altri del genere).

Dungeons and DragonsTutto parte da lontanissimo – inizia nella metà degli anni Settanta, periodo in cui Gary Gygax, il creatore di ‘Dungeons and Dragons’, ha l’idea di trasformare le regole e la meccanica dei giochi da tavolo allora in voga (i video giochi erano ancora di là da venire – muovevano appena i loro primi passi, o le loro prime palline da Ping Pong), ipotizzando che gli amici che egli impegnava, la sera, nell’esplorazione di un fantastico sotterraneo e nella ricerca di un tesoro custodito da un drago potessero avere la libertà di creare il loro personaggio preferito (il Mago, l’Elfo, il Guerriero), seguendo i dettami di un manuale di regole, e impersonandolo mentre muovevano la pedina sulla mappa, che Gygax disegnava di fronte a loro tenendo nascosti dietro uno schermo (lo ‘schermo del Master’) i suoi appunti. Le azioni venivano simulate attraverso il tiro di … dadi poliedrici altrettanto fantasiosi, fra i quali il dado a venti facce – che ritroviamo nel logo degli organizzatori.

Fumetti per Gioco 2011 - CosplayIn un gioco di ruolo vieni chiamato a interpretare, appunto, un ruolo in una storia: si potrebbe pensare a un attore e a una sceneggiatura, ma non è così, perché il ruolo non è imposto (al di là di determinati esperimenti teatrali l’attore si trova un copione, si cala in una scenografia e e segue le indicazioni del regista) e la sceneggiatura è aperta. Il Narratore (il Master) è un’entità che fa parte del gioco e che racconta e impersona tutti i personaggi che non siano quelli dei giocatori – non è quindi un regista che dirige stando fuori dalla storia, ma è parte di essa.

Il gioco di ruolo è anche recitare, ma non è principalmente quello: è impersonare – entrare in un personaggio che ci si è creati e che si vuole far vivere, interagendo con gli altri. Si forma un gruppo. Quel gruppo è il gruppo che definisce l’armonia, che determina e convalida la coerenza di quello che il singolo personaggio fa. La libertà è totale proprio perché costruita da un gruppo dove ciascuno dà un contributo allo stesso livello degli altri. Non sempre il pubblico è spettatore passivo: nel gioco di ruolo teatrale classico, ad esempio – che è bidimensionale, giocato attorno al tavolo e non su un palcoscenico – gli autori ‘recitano’ con, però, la presenza del pubblico, che può essere chiamato a giudicare e può influenzare la storia.

Fumetti per Gioco 2011 - giochi di simulazioneI giochi di simulazione, predecessori di ‘Dungeons and Dragons’, o ‘giochi intelligenti’ (anche se la definizione suona un po’ fuori luogo – perché tutti i giochi, in fin dei conti, sono intelligenti), definizione qualche volta usata quasi per giustificare che i giocatori fossero degli adulti, come se di quella giustificazione ci fosse bisogno, traevano origine dal Wargame (e quindi, storicamente, anche se la loro nascita ufficiale coincide con il periodo Napoleonico – ‘Kriegspiel’, ‘gioco di guerra’ – possiamo andare indietro fino a Sun Tzu). Realismo, e complessità, erano le loro caratteristiche principali: dotati di sistemi di calcolo manuale e di riproduzione fedelissima su scala bidimensionale e temporale dei movimenti, furono molto popolari negli anni Settanta e contano ancora oggi un piccolo ma agguerrito e preparatissimo gruppo di estimatori.

Giocare è stare con gli altri, ma giocare con gli altri non è solo confrontarsi ma è condividere qualcosa di te stesso, anche con persone che prima non avevi mai incontrato. Il gioco è anche strumento che permette di fare moltissime cose. Il gioco è alla base di moltissimi meccanismi di apprendimento. Il gioco come esperienza nelle scuole. Il gioco permette di imparare. Permette di scrivere (scrittura creativa e scrittura collettiva divengono più facili attraverso il gioco), permette di disegnare. Permette di approfondire esperienze utilizzando il contesto virtuale in cui si opera – un contesto in cui puoi fare tutto proprio perché non è realtà; permette di analizzare situazioni (citare il gioco di ruolo in azienda è la cosa che per prima viene in mente; esistono applicazioni in campo medico e psicologico).

Giocare è creare. È anche ritrovare – o continuare a trovare – delle cose dentro di se, scoprire sempre qualcosa di nuovo. Riscoprire la propria creatività, in un ambiente che non ha schemi fissi ma regole e contesti costruiti da quelli che sono assieme a te.

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Accademia di Fumetto TriesteI fumetti. Presente nelle nostra vita e cultura già da due secoli, e risalente, come concetto, a epoche molto più antiche (basti pensare alle illustrazioni delle vite dei santi e dei padri della Chiesa), per qualche motivo il fumetto è sempre stato considerato parte delle ‘arti minori’.

Eppure, si tratta di un qualcosa di estremamente complesso e articolato: si tratta di un linguaggio che permette di raccontare una storia attraverso una sequenza di immagini anziché di parole (questa sequenza si è poi evoluta con l’aggiunta di testo – il ‘fumetto’, in inglese ‘balloon‘, solitamente messo sopra o accanto ai personaggi come elemento di comunicazione aggiuntivo e non esclusivo, con l’intenzione di evidenziarne il dialogo e la parlata).

 

Lions and Saints - fumetto di Guendal e Paola Ramella - Fumetti per GiocoUn fumetto necessita di una storia, che si trasforma poi in sceneggiatura, passa attraverso la mano del disegnatore, viene eventualmente colorata e successivamente stampata: un vero e proprio lavoro d’artista e molto più spesso d’equipe d’artisti che contribuiscono ciascuno per la loro parte alla realizzazione dell’opera finale.

Il fumetto è letteratura disegnata, quindi (Hugo Pratt), arte sequenziale (Will Eisner); dopo la Pop Art americana (Andy Warhol; Steve Kaufman) in questo nuovo secolo di comunicazione a trecentosessanta gradi iniziato dopo il 2000, si è finalmente scrollato di dosso quel termine ‘minore’ ed è diventato arte a pieno titolo: arte nata per gli adulti come ‘divertente’ (‘Comics’), arte diventata poi per tutti, arte che trasmette cultura, che appassiona, che emoziona immediatamente.

Fumetti per Gioco 2011 - Accademia di FumettoL’ Accademia di Fumetto di Trieste, con Mario Cerne e tutti i suoi collaboratori, è da sempre protagonista di ‘Fumetti per Gioco’: presenta i suoi corsi, anima i momenti d’incontro con gli ospiti (anche quest’anno prestigiosi:  Fabio Celoni , Matteo Alemanno , Alessandro Micelli , Simone Paoloni, Davide Pascutti, Marco Pugliese), continua con passione ad avvicinare anche con opere auto prodotte i ragazzi più giovani e il grande pubblico all’arte; un’arte che richiede passione, dedizione, costanza – certo – come tutte le arti, ma che è, nella sua intrinseca e straordinaria capacità di comunicare anche senza l’uso di parole (il ‘balloon’ non è obbligatorio), unica.

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Fumetti per Gioco 2011

I Cosplayer. Del fenomeno del Cosplay , l’arte di trasformare un personaggio fantastico in realtà, abbiamo già parlato estesamente in occasione dell’evento ‘Cosplay & Comics Summer Day.

Si tratta di vestire un costume e muoversi fra gli altri rappresentando un personaggio.

 

Cosplay Contest - Nova Ludica Palmanova 2014Deriva dalla cultura giapponese e anche l’acronimo è molto giapponese – ‘Cos(tume) Play’, recitare in costume, ‘Cosplay’. ‘Recitare’ – non ‘giocare in costume’; il Cosplay infatti è anche abitare in qualche modo il mondo in cui vive il personaggio scelto, vivere la vita di qualcuno che è immaginario e quindi non vive una vita vera, che non può esistere. Il Cosplay rende questo ‘qualcuno’ vivo.

A ‘Fumetti per Gioco 2014‘ li ritroviamo ancora, nelle vesti di nuovi personaggi o sempre innamorati degli stessi. La manifestazione ospiterà nella sua giornata del sabato un ballo Cosplay – in parte accompagnato da musica classica, e per il resto animato dalla console DJ di Kelly Hill ToneLa domenica, il Cosplay Contest, organizzato assieme a Nova Ludica. E i Cosplayer saranno accolti da Kryolan, specializzata in trucco.

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La musica. ‘Fumetti per Gioco’ con il suo programma è un cross-media, per utilizzare un termine molto moderno e molto attuale: permette di affiancare numerose forme d’arte e d’espressività sia individuale che colelttiva e di veicolare attraverso diversi, e molti, mezzi di comunicazione e strumenti d’espressione: al gioco puoi affiancare una musica, un disegno, una fotografia, un’esperienza visiva. Il gioco, che è il tratto d’unione di tutti gli elementi raccolti e rappresentati nella manifestazione, è un momento piacevole per il bambino, per l’adulto, per il più anziano e l’evento si rivolge infatti a tutti. Elemento molto particolare – questo riunire tutti e tutte le età; non è facile trovare qualcosa che accumuni tutti, così come il gioco e il fumetto invece fanno.

Gli Yoko - Fumetti per Gioco 2014E la musica? Che cosa c’entra, con ‘Fumetti per Gioco’?

Una delle più comuni definizioni di musica è quella di arte del suono organizzato, o di arte del produrre significati e sensazioni di natura volontaria. La musica è esperienza soggettiva, ma è anche linguaggio: come nelle colonne sonore, nella musica da film, dove esistono accorgimenti musicali capaci di suscitare negli spettatori delle sensazioni particolari (tristezza, felicità, paura, e mille altre). E quindi, la musica, nell’atmosfera fantastica della manifestazione, non può mancare.

Samuele Orlando - Fumetti per Gioco 2010Dopo aver visto protagonista in più di una occasione il ‘Final Fantasy Italian Project‘, quest’anno ‘Fumetti per Gioco’ ospita il gruppo degli Yoko, che propone un ensemble di tre elementi (pianoforte, violino e voce) che ha l’obiettivo di riportare le grosse produzioni della musica Pop all’immediatezza del suono naturale riducendolo all’acustica e al minimale. Il nome ‘Yoko’ può avere più significati a seconda di come viene scritto: può essere “bambino foglia”, “bambino dell’oceano” e “bambino solare”; tutti significati riconducibili all’essenza della naturalezza. Il trio è composto da tre giovanissimi musicisti triestini molto promettenti: Stefano Bigontina (pianoforte), Gaia Misrachi (voce), Giovanna Rados (violino).

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Fumetti per Gioco - Tergestea con Antonio Mauro

Tergestea. Tergestea è l’anima vivente della manifestazione – un’anima indissolubilmente legata a Trieste e al suo modo di essere, una Trieste donna nel rosso del suo vestito con l’alabarda, armata di … penne, pennelli, matite per disegnare e dadi per giocare.

Nata dalla fantasia di Paola Ramella e Guendal, Tergestea ha accompagnato ‘Fumetti per Gioco’ fin dalla sua prima edizione, nel manifesto (prima disegnato da Paola Ramella, ora da Giulio Riosa, entrambi disegnatori triestini) e in carne e ossa.

Fumetti per Gioco 2014 - Tergestea (Alice Paci)

Tergestea (ieri Patrycja Kedzierski , oggi Alice Paci) ha incontrato gli ospiti, ha giocato con i partecipanti, ha consegnato i premi, ha animato assieme ai Cosplayer il concorso fotografico di MC59 – Claudio Micali (anch’esso appuntamento tradizionale e quest’anno come di consueto riproposto).

Tergestea, e ‘Fumetti per Gioco’, assieme agli organizzatori della manifestazione (le associazioni ‘Trieste Diventi Gioco’, ‘Accademia di Fumetto’ e ‘Musica Libera’) vi aspettano. Grazie alla collaborazione del Comune di Trieste – sabato 15 e domenica 16 novembre 2014, a Trieste, al Palazzetto dello Sport di Chiarbola (Pala Chiarbola) in via Visinada.

Vi aspettiamo.

 

Roberto Srelz © centoParole Magazine – riproduzione riservata

Il manifesto di ‘Fumetti per Gioco 2014’ è di Giulio Riosa.

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Roberto Srelz

About Roberto Srelz

Editore e direttore responsabile, presidente del gruppo centoFoto , è nato a Trieste. Professionista presso una grande azienda internazionale, è scrittore biografico (ha pubblicato il romanzo breve ‘Per Due Volte’ con ‘Luglio Editore’ ) e fantastico (ama in particolare il Fantasy nordeuropeo e scrive racconti brevi sul Web). Nel 2010 e 2012, con ‘Esaedro’, è stato editore di ‘Lions & Saints’ (Guendal – Ramella) e di ‘Pin Up’ (‘Accademia di Fumetto’, Trieste), collaboratore di dotART, e dal 2009 al 2014 ha organizzato la manifestazione ‘Fumetti per Gioco‘ assieme ad altri collaboratori. Insegna fotografia ed ha partecipato a mostre fotografiche in Italia (l'ultima delle quali su Steve Kaufman con "American Pop Art") e all’estero (Croazia, Polonia e Ungheria).