Honoris Causa: un premio per Spiro Dalla Porta Xydias

A Spiro Dalla Porta Xydias il Premio Honoris Causa Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” 

Spiro Dalla Porta Xydias NadiaPastorcichQuest’anno, il 22 novembre 2014, durante la XXXII edizione del premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, sono stati conferiti due premi Honoris Causa a due grandi personaggi: Spiro Dalla Porta Xydias ed Armando Aste.
Nel 1981 lo scrittore, alpinista e gastronomo Giuseppe Mazzotti muore dopo un intervento e alcuni suoi amici (tra i quali Adriano Zanotto, Ugo Fabris, Tino Ceriana) decidono di ricordarlo: nasce così, nel 1982, il premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”. Dopo varie difficoltà da superare, per poter realizzare questa iniziativa, Sandro Meccoli – successore di Giuseppe Mazzotti nel Consiglio Direttivo del Touring Club Italiano – la concretizza con il sostegno e il patrocinio da parte del Comune di San Polo di Piave. Il premio in questione viene presentato ufficialmente il 16 maggio del 1983, al Circolo della Stampa di Milano e a novembre si tiene la prima edizione.

Questo premio, nel corso del tempo, ha acquisito importanza, diventando sempre più conosciuto nel panorama culturale italiano ed è rivolto alla letteratura di montagna, di esplorazione-viaggi, di alpinismo, di ecologia e paesaggio e di artigianato di tradizione; inoltre v’è anche il premio “Giuseppe Mazzotti Juniores”, dedicato agli studenti degli Istituti Superiori del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige. Tale premio vuole essere un progetto educativo che mira a tramandare la memoria fra le varie generazioni, far conoscere ai giovani tematiche attuali legate al territorio e autori e libri che partecipano al Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”.
Dal 1986 (IV edizione), viene consegnato il Premio “Honoris Causa” a un grande personaggio o ad una Istituzione o ad un Organismo pubblico o privato, che si sono distinti negli ambiti trattati da tale concorso.

Ed è proprio lo scrittore, regista e alpinista Spiro Dalla Porta Xydias, che quest’anno ha ricevuto tale premio, a raccontarci il momento della consegna.

È stata una cosa molto bella, perché hanno consegnato il premio sia a me che ad Armando Aste, il quale – meno anziano di me: ottantotto anni – sta poco bene: ha dei problemi di salute, ma è una persona splendida. È stato davvero molto bello. Io ho voluto cercare di comunicare al pubblico l’importanza dell’alpinismo come ricerca spirituale e infatti ci sono riuscito. È stata una serata stupenda, piena di commozione. Tutto è iniziato come un classico convegno, una manifestazione con la consegna dei premi, però è finito con una sensazione di caldo amore per la montagna e per coloro che amano la montagna e che credono nell’ideale.
Io ed Armando Aste abbiamo terminato questo convegno, coinvolgendo la gente, con i nostri racconti e il Presidente della manifestazione, che ormai dirige da ventisette anni quest’evento, mi ha detto che questa edizione è stata la più bella e sentita di tutte.

Lei ha conosciuto la persona alla quale è dedicato questo premio?

Sì, Mazzotti, come no, anzi ero in ottimi rapporti con lui: era anche lui uno scrittore di montagna e anche accademico del CAI, come lo ero io. Una volta, tanti anni fa, ho cercato di “sponsorizzarlo” per farlo arrivare alla meritata presidenza generale dell’accademico, ma non ci sono riuscito. Ad ogni modo avevo buoni rapporti con lui, pochi, ma buoni…anzi ottimi.

Secondo lei, uno scrittore di montagna che elementi deve inserire in un libro?

Io ho un mio credo particolare: affermare che l’alpinismo è, innanzitutto, una ricerca spirituale: non bisogna guardare il rapporto dell’uomo alpinista-scalatore con la montagna, ma semplicemente dell’uomo con la montagna. L’uomo arriva immesso su questa terra, ha il senso, il desiderio dell’elevazione e la montagna non solo gli indica l’elevazione, ma gli dà anche il mezzo pratico – brutta parola – per elevarsi completamente, spiritualmente, materialmente e fisicamente.

Ma lei aveva già precedentemente partecipato a questo concorso?

No, mai. Mi avevano invitato varie volte, ma da quando non guido più – cioè dopo l’infarto che ho avuto a ottant’anni – non mi è facile raggiungere San Polo, anche perché non ha collegamenti ferroviari e quindi andarci diventa complicato; oltretutto sono sempre pieno di impegni. Ma l’invito mi è arrivato ogni anno. Sono sempre stati cortesi.

Qual è il libro che ha scritto e al quale è più legato?

Ce ne sono parecchi. Sono molto legato al mio secondo libro – in realtà è stato il primo che mi ha lanciato come scrittore – che mi ricorda gli amici di quand’ero giovane, perché tutti gli autori ricordano con nostalgia la giovinezza; il libro in questione è “I Bruti della Val Rosandra”. Sono legato anche al mio ultimo libro – che non è di montagna – perché parla della mia gioventù, del ricordo di mia madre. Si intitola “La Ragazza” e sarà presentato ufficialmente tra giorni.
In totale ho pubblicato sessanta libri, ma giuro che li ho scritti perché sentivo il desiderio di farlo, non per la smania di pubblicare, ma proprio perché era una cosa che avevo dentro e che volevo esprimere.

Dove verrà presentato il libro?La Ragazza Spiro Dalla Porta Xydias

Presso l’Associazione delle Comunità Istriane di Trieste (Via Belpoggio 29), il giorno 11 dicembre alle 17.30. Poi lo presenterò anche fuori città. Dicono che tra i friulani e i triestini non corra buon sangue, invece, per quanto mi riguarda i carnici mi hanno invitato introno il 15 dicembre, per presentare il mio libro e ci sarà anche una festa.

Quindi questo libro parla di….

Della mia vita, dalla giovinezza all’anzianità; quindi è una carrellata di vita.

In poche parole è una sorta di autobiografia?

Sì, sì certo.

Restiamo allora in attesa di leggere questo nuovo lavoro…

Ringrazio Spiro Dalla Porta Xydias per la sua disponibilità.

 

Nadia Pastorcich © centoParole Magazine – riproduzione riservata

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About Nadia Pastorcich

Redattrice. Nadia Pastorcich nasce a Trieste; è una studentessa universitaria che fin da piccola ha frequentato ambienti legati al mondo dello spettacolo, appassionandosi sempre di più al teatro, al cinema e all’arte. A cinque anni ha iniziato a seguire le operette per poi passare al balletto e infine alla prosa e all’opera. Si è poi appassionata al cinema che va dagli anni Trenta agli anni Sessanta e ciò l’ha portata ad approfondire anche la musica, la moda e la fotografia d’epoca.