Margherita Viviani: dentro di sé e attorno

Margherita Viviani (foto di Tiziano Bilucaglia)

Margherita, come hai cominciato?

Mi hanno fermata, un giorno, mentre camminavo, e mi hanno chiesto se volevo partecipare a una sfilata. Tre anni fa. Nella sfilata sono arrivata in finale, poi mi hanno proposto un servizio fotografico, ed è iniziato tutto.

Quanti anni hai?

Diciannove.

Già dai sedici anni. Margherita Viviani, già modella d’esperienza.

Un poca. Si. Dopo la sfilata, e il primo servizio fotografico, me ne hanno proposti altri, altri, altri ancora, e così ho continuato, senza fermarmi.

Se non ti piacesse, non lo faresti, ma … fare la modella ti piace? Veramente, al di là del solo aspetto lavorativo?

Si. Molto.

Come ti trovi nell’ambiente?

È un ambiente difficile. Io lo prendo come un gioco; devo completare gli studi, per ora non penso al professionismo. Dopo vedremo.

Margherita VivianiCosa studi?

Audiovisivi. Una scuola tecnica. Lì, a scuola, sto dall’altra parte dell’obiettivo: studio tecnica del cinema, fotografia. Sono io quella che scatta, che riprende.

Preferisci fotografare o essere fotografata?

Essere fotografata. Stare dall’altra parte dell’obiettivo, come fotografa, mi piace comunque, ma molto meno. Faccio solo foto con il cellulare, ormai, così per gioco. ‘Selfie’. Essere fotografata, invece, mi piace tantissimo.

I ‘Selfie’ ti piacciono.

Si, tantissimo.

Che cosa ci trovi, nel ‘Selfie’?

L’istante, il momento. L’emozione. Scatto una foto ogni volta che cambio vestito, ogni volta che faccio qualcosa. Mi piace mostrare le cose che faccio agli altri, condividere tutte le cose che mi capitano. Sono un po’ … egocentrica, forse. A casa, ho solo foto di me: grandi, piccole, oppure enormi e attaccate sul muro … autostima molto alta? Nel ‘Selfie’, proietto me stessa.

 

margheritaViviani_centoParole_zQualche problema con qualche fotografo, in questo mondo dei fotografi?

Mi arrivano richieste da sconosciuti: proposte per servizi fotografici che magari non condivido. Da Facebook, soprattutto, è sicuramente la maggior fonte d’incomprensione fra ciò che faccio e ciò che vogliono. Molte volte preferisco rinunciare alle opportunità che mi vengono proposte perché non mi fido.
Esperienze troppo negative no, non ne ho avute, per fortuna. La mia famiglia è molto importante in questo, ho un grande supporto: guardiamo assieme le proposte, esaminiamo le opportunità e poi decidiamo. Questo mi aiuta molto.

Quanto spesso lavori?

Dipende dai periodi … fra servizi, sfilate ed eventi, mediamente una volta la settimana. Non posso farlo sempre, nei periodi di studio devo rallentare, ma più o meno è così, questa è la frequenza.

Margherita VivianiPreferisci le sfilate o i servizi fotografici?

I servizi fotografici. Preferisco posare. Le sfilate sono molto competitive. La sfilata mi piace, recentemente ho fatto ‘Texture Box‘ indossando un abito di Nina Lykova, con ‘Angel Beauty’, però … è diverso, devi mostrarti a un pubblico e a una giuria che ti vede per un minuto, che ti guarda e ti vota per il tuo corpo, per la bellezza, per il portamento. E conta molto anche la tua rete di relazioni, di raccomandazioni – conta l’ambiente più della modella. Nella fotografia puoi esprimere molto di più, e sei da sola. È una cosa tua.

Hai un tipo di fotografia che preferisci?

Non sorrido quasi mai, nelle foto … così, non sempre il ritratto è facile da affrontare. Preferisco le foto a figura intera, che giocano sull’espressività di tutta la posa, e preferisco l’abbigliamento Casual, o urbano, piuttosto che il vestito elegante. Mi piace di più puntare su come sono io, senza artifici.
Non faccio nudo. Mi è stato proposto, diverse volte, ma ho sempre detto di no. Non riuscirei a essere me stessa … è molto, molto difficile. Credo che posare per un nudo richieda un rapporto con il fotografo che è di fiducia totale.

Margherita VivianiTi piace più il romantico o l’Aggressive?

Entrambi … credo sia il fotografo ad avere la maggior parte della responsabilità sul lavoro da fare, per costruire il contesto. Io, con l’espressione, riesco a seguire entrambi gli stili.

È difficile rimanere in forma e pesare quarantacinque chili?

Per me no, sono fortunata. Ho un metabolismo velocissimo ed ho fatto molto sport. Ero atleta agonista, correvo ogni giorno, tutte le settimane, anche due volte al giorno qualche volta. Correndo otto volte i mille metri consumi moltissimo. Quando ho smesso, sono rimasta com’ero prima e la fortuna è stata quella. Vedo che per altre modelle però è molto faticoso … se fosse così anche per me, lascerei stare.

Questa tua passione la vuoi trasformare in professione?

Si, vorrei. Mi piacerebbe. È difficile, però … spero di riuscirci.

Margherita VivianiGiuseppe Galati ha lavorato con te, recentemente; come vi siete trovati?

Bene. Il fotografo deve studiare tutto, prima di iniziare un set. Deve pensare al messaggio della foto. La tecnica è importante ma, è stato detto già tante volte, se la foto non trasmette nulla non ha senso. Bisogna conoscerla molto bene, comunque, per poter poi trasgredire a piacimento.

Giuseppe, meglio lavorare con la modella giovane, emergente, o assieme a quella con esperienza?

Sono due cose molto diverse. La modella con esperienza ha, forse, maggior carisma; la modella giovane ha spontaneità, che dopo non trovi più. Con le modelle di maggior esperienza lavorare e ottenere il risultato voluto è più facile.

E dall’altra parte, Margherita, ci vuole pazienza?

Ci vuole molta pazienza. E le foto che piacciono sono poche, alla modella ne piacciono dieci su cinquecento.

Che ottica preferisci, Giuseppe?

Le uso tutte. Non ho un set di attrezzatura preferita.

Margherita, ti trucchi da sola?

Si.

Margherita VivianiTruccarti ti piace?

Faccio cose molto semplici. Non mi piace il trucco troppo pesante, neanche nei servizi fotografici.

Studi le pose?

No. Seguo solo il mio intuito. L’istinto. Dipende, comunque, da fotografo a fotografo, da giornata a giornata. Chiedo sempre consigli al fotografo, comunque.

Che progetti per il futuro?

Una volta terminati gli studi vorrei andare all’estero. Continuare con la moda, e cercare nuove opportunità.

Dove? Quando?

Gran Bretagna. Londra. A settembre parto.

Il tuo rapporto con le agenzie di moda?

Buono, però anche difficile. Trovo che siano poco attive, che non sviluppino adeguatamente le opportunità che ci sono. Il mercato non è buonissimo, però comunque trovi … credo quindi sia una questione d’organizzazione. Va bene, comunque, perché il rapporto non è vincolante, la collaborazione è buona e le agenzie con cui lavoro non t’impongono obblighi. Forse si potrebbe fare di più, anche localmente. L’anno scorso ho ricevuto una proposta da Milano, purtroppo però gli studi sono la cosa più importante e prima voglio finire. Devo dirti che preferisco essere indipendente, comunque, preferisco essere fotomodella.

Ragazza immagine, quindi.

Bellissimo. Come ragazza immagine ho lavorato tanto. Il mondo dello spettacolo mi piace tanto. I miei lavorano in teatro. Io fatto qualche particina da piccola, recitare mi piace, ma al teatro preferisco altre forme di spettacolo.

 

 

Ti proponi attraverso un Book di fotografie?

No, il mio Book principale è Facebook. È attraverso Facebook che le mie foto vengono viste, quasi in tutti i casi.

Vivi su Facebook?

No. Non mi piace più di tanto, come mezzo di comunicazione non mi va. Avevo cancellato il mio profilo, per qualche settimana … mi ero stufata. Però, nel mondo lavorativo, Facebook è necessario: è la mia principale fonte di contatti e quindi continuo a seguirlo e a lavorarci.

Ci rivediamo presto, quindi. Per le prossime foto!

 

Roberto Srelz © centoParole Magazine – riproduzione riservata

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Roberto Srelz

About Roberto Srelz

Editore e direttore responsabile, presidente del gruppo centoFoto , è nato a Trieste. Professionista presso una grande azienda internazionale, è scrittore biografico (ha pubblicato il romanzo breve ‘Per Due Volte’ con ‘Luglio Editore’ ) e fantastico (ama in particolare il Fantasy nordeuropeo e scrive racconti brevi sul Web). Nel 2010 e 2012, con ‘Esaedro’, è stato editore di ‘Lions & Saints’ (Guendal – Ramella) e di ‘Pin Up’ (‘Accademia di Fumetto’, Trieste), collaboratore di dotART, e dal 2009 al 2014 ha organizzato la manifestazione ‘Fumetti per Gioco‘ assieme ad altri collaboratori. Insegna fotografia ed ha partecipato a mostre fotografiche in Italia (l'ultima delle quali su Steve Kaufman con "American Pop Art") e all’estero (Croazia, Polonia e Ungheria).

  • cesare

    Auguri sinceri a questa ragazza giovane e così interessante, piena di buoni propositi per un lavoro in cui crede e la porterà sicuramente molto lontano!