Intrecci d’acqua, terra e cielo: Floriana Porta

Fotografia.

Un’austera e sfolgorante poesia dal vero.

(Ansel Adams)

Floriana Porta

Floriana Porta

Floriana Porta è una poetessa, fotografa, pittrice torinese che collabora con diversi siti e blog letterari. Ha frequestato il Liceo Artistico Renato Cottini e l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Ha esposto alcuni dei suoi lavori ad acquerello e opere fotografiche presso le mostre: “L’acquerello e tutta la sua magia” e “Pennellate di luce: quando la Natura incontra la Fotografia”.

Ha pubblicato tre libri di poesie e di haiku: “Il respiro delle ombre” (2013), “Verso altri cieli” (2013) e ” Nello spazio di un sogno” (2014) e dal 2011 collabora con l’Associazione culturale ed educativa Cascina Macondo, che promuove la poesia haiku, e dal 2013 con l’Associazione Italiana del Libro. Si interessa anche di design e di paleontologia.

Nel 2014 pubblica un libro dove unisce poesia e fotografia: “Intrecci d’acqua, terra e cielo“: si tratta del frutto della collaborazione con la fotografa Alessandra Piasecka. Le fotografie di Alessandra accompagnano infatti la lettura delle poesie di Floriana, le sue sono fotografie che parlano di natura, di luoghi lontani, di orizzonti, istanti, silenzi e ricordi.

Abbiamo intervistato Floriana facendole qualche domanda su questo progetto:

Sembra vi sia qualche affinità(seppur non ti metro o magari di tematiche) tra il suo stile di comporre e la produzione orientale dell’haiku…c’è effettivamente questa affinità?

Amo molto l’haiku perché rappresenta un genere poetico che sintetizza l’essenza pura della poesia; si presenta come una forma di poesia essenziale, semplice ed efficace: con poche pennellate evoca un mondo intero. E questo è il mio intento: con pochi versi dipingere un grande quadro denso di emozioni.

“Labirinti d’acqua/tratteggiano l’ordinato reticolo/che riannoda il Tutto”. In un momento in cui la poesia ancora, e faticosamente, si sospende tra la parola metafisica (nella quale rischia di ripetersi) e la soluzione nuova (nel pericolo dell’inefficacia)…come rischia lei la lettera maiuscola, e la parola Tutto?

Il “Tutto”- per me – rappresenta l’universo, gli uomini e la vita.

Molta della sua poesia è musica. “Indefinito-d’istanti-eterni”, “sentieri insabbiati che lenti scompaiono”, “penetrando la terra più piena e feconda”. Dunque, quale rapporto con la musica, e con la tecnica poetica, allitterazioni, consonanze e assonanze?

La poesia è prima di tutto musicalità e armonia: un canto, un viaggio spirituale alla ricerca del senso profondo dell’esistenza. «La poesia è la musica dell’anima… Tutto possiede in sé della poesia. I poeti altro non sono che dei musicisti che suonano le melodie che /provengono dal cuore, con strumenti diversi da quelli convenzionali.. Uomini che sanno trarre dalle cose un significato profondo,un afflato sensibile solo a pochi,non percepibile da tutti e lo trasformano in parole…Alchimisti dell’anima». Queste parole di Fabrizio De André spiegano molto bene questo legame poesia/musica.

Come si origina, in lei che è poetessa che tende a concentrare, a non sprecare, a temperare l’attimo per farlo brillare, l’ occasione d’una poesia?

Molti si chiedono da dove nasce la poesia, da dove viene. La poesia – almeno nel mio caso – prende origina da un istante, da un particolare momento di riflessione che coinvolge la mente e lo spirito. L’intuizione creativa è e rimane comunque un mistero, per questo motivo è così affascinante.

Al di fuori del contesto poetico, cioè con espressioni comprensibili se non a tutti, a molti, riuscirebbe a chiarire quell’esperienza “dell’ultima libertà” in fine alla poesia “Un Non Luogo”?

Bella domanda. Per “ultima libertà” intendo l’esperienza dell’ultimo respiro, inteso come distacco dal mondo umano verso il trascendente, verso l’infinito. Ma il bello della poesia è che questa esperienza può avere mille significati: ogni lettore potrà immaginarsi ciò che vorrà.

Quali sono state le emozioni da lei, e perché no anche dalla fotografa, nel disporre assieme testo ed immagine?

Con Alessandra ho subito sentito un grande affiatamento, è una grande professionista e le emozioni nello scegliere le sue foto da abbinare alle mie poesie sono state tante. Spero di ripetere, in futuro, questa bella collaborazione.

Crede che le foto riescano ad esprimere quell’immagine di palpitante trasformazione che sembra suggerire, nell’operetta, l’incontro col labirinto (almeno due occasioni)?

Assolutamente si. Le foto esprimono, con grande sensibilità e forza cromatica, l’intensità del mio poetare, e questo era il mio obiettivo.

 

Silenzi e ritmi segreti

Nuovi segni dell’informe

riscrivono materie d’ombra,

ritagliando nel vuoto

un fluido misterioso,

infinito d’istanti eterni.

Al suono di voci che conducono

a epidanie a più dimensioni.

Là, dove il buio è vivo, 

sbocciato da orizzonti perduti

posti l’uno sull’altro, 

in un esaurirsi di silenzi e ritmi segreti.

Floriana Porta

 

 

fotografie di Alessandra Piasecka

Serena Bobbo © centoParole Magazine – riproduzione riservata

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Serena Bobbo

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segretaria di redazione redazione@centoparole.it