Elene Usdin: composizioni illusorie

Elene Usdin

Elene Usdin“Le mie fotografie sono il teatro delle mie fantasie, rivelano l’intimità della mia storia. A volte sono l’ultimo passo di una lenta riflessione.”

Elene Usdin è un’artista e fotografa francese, membro del collettivo Hartland Villa. Comincia la sua carriera lavorativa come illustratrice per poi rimanere abbagliata dalle infinite possibilità creative offerte dal mondo della fotografia.
Vincitrice del premio Picto Prize For Young Fashion Photography, la Usdin ha trovato ora impiego stabile tra le più importanti riviste di moda del mondo con sede a Berlino, Amsterdam e Parigi grazie ad alcuni suoi progetti, tra cui bisogna ricordare “La Rose des Vents” , serie fotografica in onore di un teatro che porta lo stesso nome.
Nei suoi scatti possiamo cogliere un grande lavoro di reinterpretazione dei luoghi e delle circostanze in cui i soggetti vengono catturati. Elene costruisce vere e proprie composizioni illusorie, dove non tutte le parti del corpo vengono rilevante ma anzi il tentativo è quello di celarle attraverso l’uso di oggetti dai più comuni ai più ricercati.

Ogni punto di vista si trasforma in uno sguardo surrealista della donna che viene ritratta come ponte fra il mondo fisico e quello onirico grazie alla compresenza del corpo nello spazio scenico. Sfondi prediletti dall’artista sono le camere dalle pareti completamente spoglie, in cui si insinuano presenze umane raccolte in se stesse. I suoi lavori mirano ad inserirsi nel mondo fotografico con l’aspetto di insolite e inquietanti interpretazioni della tematica inerente alla donna come oggetto.

Elene UsdinL’umanità fredda e desolante catturata dalla Usain vuole quindi conferire un’ aspetto puramente fisico alla figura femminile. Infatti le donne all’interno delle sue composizioni vengono associate ad un lampadario, fatte scomparire dietro pile di valigie accostate l’una sopra l’altra oppure ingoiate da materassi. Legate o ricoperte di oggetti, i loro corpi vengono ritratti come inespressivi e fugaci, riducendoli a puri oggetti da ammirare o a complementi d’arredo pronti per essere utilizzati.

Da Erwin Olaf fino ad arrivare alla Staged Photography, si parla di set molto ben studiati e preparati, frutto di un’idea e di suggestioni davvero elaborate.
Veramente particolare è anche il rapporto che quindi si crea tra quest’artista e i suoi soggetti, un legame che può essere definito ad un primo sguardo ironico e buffo ma sicuramente guardando più a fondo nelle sue fotografie, assolutamente riflessivo.

A voi il giudizio di questi meravigliosi scatti.

Valeria Morterra © centoParole Magazine – riproduzione riservata (foto: copyright dell’autrice)

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