“A Night for Lelio”: un concerto dedicato a Lelio Luttazzi

Ph NadiaPastorcichUn tuffo nel passato, ieri sera in Piazza Verdi a Trieste, con “A Night for Lelio”: il concerto dedicato al Maestro Lelio Luttazzi, che ha chiuso in bellezza l’ultimo appuntamento serale della IX edizione di “Trieste Loves Jazz”.
Nel 2009, Lelio Luttazzi – ha ricordato Gabriele Centis, Presidente della Casa della Musica di Trieste – aveva suonato in Piazza Unità, in occasione del “Trieste Loves Jazz” e noi vogliamo ricordarlo questa sera, a cinque anni dalla sua scomparsa.
Il concerto è stato organizzato con il sostegno del Comune di Trieste e con la collaborazione del Conservatorio Tartini di Trieste.
Ad inaugurare questa meravigliosa iniziativa, svoltasi in uno dei più bei posti della città, tra il palazzo del Tergesteo e il Teatro Giuseppe Verdi, sono stati Giulio Scaramella e Francesco De Luisa, due pianisti del Conservatorio Tartini di Trieste, che hanno eseguito alcuni brani di Luttazzi – tra i quali Senza Cerini, Legata ad uno scoglio, Canto anche se sono stonato – da loro arrangiati in chiave moderna.
Terminata l’esibizione dei pianisti, Gabriele Centis ha invitato sul palco Rossana Luttazzi – moglie del Maestro Luttazzi – il Maestro Massimo Parovel, direttore del Conservatorio Tartini di Trieste e l’Assessore alla Cultura Paolo Tassinari, il quale ha ringraziato il numeroso pubblico giunto in piazza per ricordare il Maestro Lelio Luttazzi; “un ringraziamento anche alla signora Rossana, che ha voluto essere qui con noi, e a Gabriele Centis che è l’anima, la mente e il cuore di Trieste Loves Jazz”.
Un’importante eredità per Trieste, quella del maestro Luttazzi – ha affermato Massimo Parovel – che va tramandata tra i giovani della nostra città. Un plauso è andato ai due musicisti, per aver ricordato il Maestro.

Con voce sottile e piena di dolcezza, Rossana Luttazzi ha voluto portare i suoi saluti al pubblico triestino: “Ringrazio voi che siete venuti qui, per ricordare Lelio; ciò mi commuove e sono molto felice. Ringrazio il Comune di Trieste, ringrazio l’Assessore alla Cultura, il Conservatorio Tartini nella persona di Massimo Parovel, e grazie anche a questi due splendidi ragazzi. A nome della Fondazione Luttazzi vi consegnamo due targhe, per ricordare questa serata e ringraziarvi davvero di cuore; un grazie particolare anche a Gabriele Centis.

La seconda parte della serata, dedicata al grande Lelio Luttazzi, si è aperta con il quartetto vocaleVoci di Corridoio” (Fulvio Albertin, Paolo Mòsele, Roberta Bacciolo e Elena Bacciolo), accompagnato al pianoforte da Tiziana Cappellino, al contrabbasso da Saverio Miele e alla batteria da Luca Rigazio. Il quartetto ha da subito conquistato il pubblico con la canzone “L’importanza del Microfono”.
“Noi siamo emozionati e molto felici di essere qui a ricordare Lelio Luttazzi – ha esordito Elena Bacciolo – che amiamo come tutti quanti voi e al quale abbiamo dedicato quest’anno il cd Speciale per Lelio”.

Le Voci di Corridoio hanno ripercorso la carriera del Maestro, ricordando anche il periodo di Studio Uno con la canzone “Uno come me”; pezzo che Lelio fece con le gemelle Kessler. A trasportare definitivamente gli spettatori in un’atmosfera d’altri tempi, piena di swing, sono state le note della canzone “Vecchia America”.

Sono stati poi ricordati alcuni dei brani tanto amati dal Maestro: “Donna” di Kramer – con il quale tra l’altro fece la trasmissione radiofonica “Nati per la musica” – e “Un bacio a mezzanotte” del Quartetto Cetra; e chi meglio delle Voci di Corridoio poteva cantare queste due famose canzoni, aggiungendo quell’ironia, che solo Lelio possedeva? Sempre parlando dei Cetra, è emerso il nome del grande chitarrista Franco Cerri – amico di Luttazzi – che per loro scrisse la canzone “Mister Jackson”, e che le Voci di Corridoio hanno voluto regalare al pubblico, sempre con una fantastica interpretazione.

Dopo il Medley di canzoni di Luttazzi, è arrivata una graditissima sorpresa: un particolare saluto da Toronto da Jula de Palma: “Buonasera, eccomi, sono proprio lì con voi, purtroppo posso soltanto raggiungervi con la mia voce registrata perché sono lontana, ma credetemi sono vicina a voi, nel mio ricordo e con il mio cuore. La mia emozione è forte; pensate che il primo spettacolo della mia carriera l’ho fatto a San Giusto, e quella è stata la realizzazione del mio sogno: cantare a Trieste con l’orchestra del grande Lelio Luttazzi. Non dimenticherò mai quella sera. Oggi sono felice di far parte di questo spettacolo e del cd che le Voci di Corridoio – che ammiro da sempre – hanno dedicato alla musica del Maestro. Lelio stimava molto questi artisti, lo ha detto e scritto in molte occasioni. L’amore che io e le Voci abbiamo per la musica di Lelio Luttazzi ci ha fatto diventare amici e abbiamo scelto due sue canzoni che mi sono veramente care per questo cd, una è “Eccezionalmente sì”, uno swing che Lelio ha scritto su mio testo, per il mio recital al Sistina, e l’altra è “Mi piaci”; questa bella canzone, su testo di Leo Chiosso, Lelio l’ha scritta per me negli anni ’60; l’ho subito messa in repertorio, ma chissà perché non l’abbiamo mai incisa su disco. L’abbiamo cantata invece in tv tanti anni dopo, in quell’edizione che si trova tuttora su youtube, con il maestro che lascia il pianoforte per sorprendermi con un bacio sulla guancia mentre canto. Altra emozione: ricordo anche l’ultima telefonata con lui, quando abbiamo parlato proprio di questa canzone. Quindi Roberta, Elena, Paolo, Fulvio, amici miei sono lì con voi e con l’orchestra, stasera in Piazza Verdi. Sono con Rossana e con tutti gli amici, nella sua amata Trieste per festeggiare, ricordare e swingare con la musica di questo grande musicista, che sarà sempre nei nostri cuori. Ciao, vi abbraccio tutti con affetto”.

In memoria di questo legame tra Lelio e Jula, le Voci di Corridoio, con frizzante vitalità, hanno eseguito “Mia vecchia Brodway” e “Quando una ragazza a New Orleans” – entrambe scritte da Luttazzi, per la regina dello swing.

L’attività di Lelio Luttazzi è notevole; le collaborazioni con i grandi di allora sono molte. Va ricordata quella con Leo Chiosso – già paroliere di Buscaglione – con il quale il Maestro raggiunse l’apice della sua ironia. Una coppia davvero vincente. Un esempio di questo legame artistico fra i due è “Incredibile amore”, una storia d’amore molto particolare, dai toni quasi surreali, che le Voci di Corridoio hanno arricchito con grande espressività teatrale. Lelio – come ha sottolineato Paolo Mòsele – aveva la capacità di pennellare bruscamente i personaggi surreali, che erano nella testa di Chiosso. Ed ecco che il quartetto ha intonato “Rabarbaro Blues”.

Lelio è rimasto nel cuore di molte persone per la sua eleganza nei modi, nel presentare, nel cantare, e per una canzone in particolare con la quale si presentò per la prima volta come cantante al pubblico di Studio Uno; si tratta di “Canto anche se sono stonato”, che non poteva mancare nel repertorio proposto dal quartetto vocale.

A commuovere il pubblico è stata la voce inaspettata di Lelio: “Rossana ci ha voluto donare la registrazione che Lelio fece in studio al pianoforte e sulla quale abbiamo costruito il nostro arrangiamento vocale. Noi abbiamo così avuto l’onore di duettare con il maestro Lelio Luttazzi nel brano Dr. Jekyll Mr. Hyde, che ora vi faremo sentire. Queste sono le parole di Elena Bacciolo che hanno anticipato un gesto affettuoso: Elena ha appoggiato sul pianoforte una gardenia bianca – la gardenia che Lelio teneva sempre all’occhiello.
Paolo Mòsele ha sentitamente ringraziato Lelio e ha affermato che da piccolo era il suo eroe e avrebbe voluto essere come lui.

Una serata a rischio di pioggia, dove il vento non ha smesso di soffiare neanche per un istante, si è conclusa con tanto affetto e stima per Lelio, “il mulo triestino”, e con un meraviglioso saluto da parte delle Voci di Corridoio, attraverso due delle più famose canzoni di Lelio; due canzoni a lui molto vicine, perché nel suo dialetto: “Ritorno a Trieste” e “El can de Trieste”, che i presenti non hanno potuto fare a meno di canticchiare. Un altro colpo di scena – ma questa volta non voluto – è accaduto durante l’esecuzione di questi due brani: qualche goccia di pioggia è venuta già. Semplice coincidenza? Chissà. Una cosa è certa: Lelio si è fatto sentire.

Nadia Pastorcich ©centoParole Magazine – riproduzione riservata
Foto di Nadia Pastorcich

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About Nadia Pastorcich

Redattrice. Nadia Pastorcich nasce a Trieste; è una studentessa universitaria che fin da piccola ha frequentato ambienti legati al mondo dello spettacolo, appassionandosi sempre di più al teatro, al cinema e all’arte. A cinque anni ha iniziato a seguire le operette per poi passare al balletto e infine alla prosa e all’opera. Si è poi appassionata al cinema che va dagli anni Trenta agli anni Sessanta e ciò l’ha portata ad approfondire anche la musica, la moda e la fotografia d’epoca.

  • cesare

    Un grazie a tutti coloro che hanno ideato e voluto questa indimenticabile serata omaggio dedicata al ricordo, alle musiche e canzoni di Lelio. Anche l’intervento in voce di Jula De Palma deve essere stato molto emozionante. Ma cosa non lo è di tutto quanto riferito a Lelio?
    Il mio pensiero va alla sempre vitale e attivissima Signora Rossana, che è stata degna compagna in vita del nostro Lelio, e che non manca mai di essere presente in ogni circostanza e manifestazione a lui dedicate.
    Lelio, sei sempre con noi! Il vento, segno caratteristico di Trieste e presente alla serata, ti ha reso ancora più vicino!