Il Volo a Trieste: un concerto per tutte le età

Il VoloA chiudere ieri sera in musica la rassegna “Live in Trieste” sono stati Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, ovvero “Il Volo”. In una Piazza Unità d’Italia gremita di gente – cinquemila fan – le tre voci vincitrici del Festival di Sanremo 2015 hanno da subito conquistato il pubblico con “Il mondo”, per poi proseguire con “Io che non vivo”. Un’entrata trionfale, un’entrata d’altri tempi.

A rendere il tutto ancora più suggestivo, sublime e magico, sono stati gli effetti luce che hanno creato, grazie anche all’architettura del Municipio sullo sfondo, una vera e propria scenografia.
I tre ragazzi, nonostante la loro giovane età, hanno dimostrato professionalità, non solo nel cantare, ma anche nel condurre un vero e proprio show, con tanto di battute ironiche, fresche, spontanee, che hanno fatto ridere grandi e piccini.
Il loro amore per la bella musica, la melodia italiana, si è manifestato ieri sera, su quel palco, attraverso il loro modo di cantare, attraverso il loro volto: il spontaneo sorriso di Piero Barone non si può scordare. Durante il concerto Piero ha voluto regalare al pubblico, per lo più triestino, la famosa aria “E lucevan le stelle” (Tosca), accompagnato dai rintocchi di Micheze e Jacheze. Alla fine dell’esibizione, il “severo” pubblico di Trieste – città dell’opera e dell’operetta – ha applaudito sentitamente, alzandosi in piedi, il giovane tenore.

Le tre voci, cantando sia singolarmente che tutte assieme, per più di due ore, hanno portato una ventata d’aria fresca, che ha fatto alzare alcune persone dalle proprie sedie, per danzare allegramente, sorridendo alla vita, ed entrando, per un istante, in un’atmosfera particolare, diversa, dal sapore antico. Ed ecco che i tre giovani cantanti hanno intonato “Granada” di Claudio Villa e “Piove” di Modugno.
Un concerto dedicato alla bellezza della musica e del canto italiano, ma anche alla musica americana, ai grandi artisti come Frank Sinatra, Dean Martin, Elvis Presley. È stato proprio Gianluca Ginoble, con il suo sguardo magnetico, a conquistare la gente cantando “Can’t Help Falling In Love” di Elvis.

Il calore del pubblico si è fatto sentire: i ragazzi hanno ricevuto dai loro fan mazzi di fiori, sfogliatelle napoletane, una bandiera dell’Argentina. In tanti sono accorsi sotto il palco per ricevere un bacio, un autografo, una stretta di mano, che Il Volo ha concesso senza esitare, stando in bilico sull’orlo del palco. Ad attirare particolarmente l’attenzione dei tre cantanti è stato un giovane ragazzino che, tutto contento, è salito sul palco per salutare i suoi miti.
Il Volo ha esclamato: “il nostro pubblico va dagli 8 agli 80 anni e anche oltre!”; Piero Barone ha sottolineato che spesso chi ascolta la loro musica viene catalogato come “vecchio” –indipendentemente dall’età – soltanto per il fatto di apprezzare canzoni datate.
In realtà, proporre questo tipo di repertorio avvicina le generazioni, facendo sì che tutta la famiglia possa partecipare ai concerti de Il Volo.

Un altro dei momenti più applauditi della serata è stato l’omaggio a Pino Daniele, proposto da Ignazio Boschetto, che si è cimentato, al pianoforte, in un medley di canzoni dell’artista napoletano da poco scomparso. Da Napoli il pubblico è volato negli Stati Uniti con “My Way”, per poi lasciarsi trasportare dalle romantiche note di “Unchained Melody”. Le coppie sposate, su invito di Ignazio, si sono scambiate un bacio, per ritornare indietro nel tempo e ricordare l’inizio del loro amore.
E sempre Ignazio, con la canzone Memory, ha ricordato la fantastica esperienza con Barbra Streisand, vissuta durante il tour de Il Volo in America.

Verso la fine della serata, Piero – grande fan di Placido Domingo – ha proposto alla vasta platea uno dei cavalli di battaglia del tenore spagnolo: “Romanza de Leandro: No Puede Ser” (La tabernera del puerto).
Non potevano mancare nemmeno due classici come “’O sole mio” e “Surrender”, che gli spettatori hanno canticchiato insieme al trio.
A pochi minuti dallo scoccare della mezzanotte, Il Volo ha mandato in visibilio i suoi fan con la tanto attesa canzone, vincitrice del 65esimo Festival di Sanremo e terza classificata al 60esimo Eurovision Song Contest, “Grande Amore”.
I tre giovani ragazzi, durante tutta la serata, sono stai accompagnati dall’orchestra diretta dal Maestro Diego Basso. Il tutto si è concluso con un selfie finale di gruppo.

In un’epoca come questa, piena di confusione e incertezze, Il Volo è la dimostrazione che la melodia italiana è intramontabile.

Nadia Pastorcich ©centoParole Magazine – riproduzione riservata.
Foto di Nadia Pastorcich

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About Nadia Pastorcich

Redattrice. Nadia Pastorcich nasce a Trieste; è una studentessa universitaria che fin da piccola ha frequentato ambienti legati al mondo dello spettacolo, appassionandosi sempre di più al teatro, al cinema e all’arte. A cinque anni ha iniziato a seguire le operette per poi passare al balletto e infine alla prosa e all’opera. Si è poi appassionata al cinema che va dagli anni Trenta agli anni Sessanta e ciò l’ha portata ad approfondire anche la musica, la moda e la fotografia d’epoca.