Una serata ricca di sorprese con Alessio Colautti e Livio Cecchelin

Colautti e Cecchelin. Ph NadiaPastorcichSono accorsi numerosi ieri sera in Piazza Verdi per assistere allo spettacolo “Trieste, una storia, una musica” di Alessio Colautti, che ha visto partecipe l’Orchestra Auditorium con Fabio Alberti al violino, Luciano Delak al contrabbasso, Lorenzo Delak alla batteria e Mario Sambo alla chitarra. Al piano un musicista d’eccezione: il Maestro Livio Cecchelin.
La serata è iniziata in allegria con la famosa canzone “Trink, trink, Brüderlein trink”; momento in cui Alessio ha coinvolto il pubblico facendolo ondeggiare prima da una parte e poi dall’altra. Tra una battuta e l’altra si è poi passati all’operetta, evidenziando quanto fosse importante per la città di Trieste il Festival dell’operetta, con la speranza che ritorni nel cartellone estivo. Non poteva perciò mancare una delle più famose arie de “Al Cavallino Bianco”, ovvero “Mi “pare un sogno, un’illusion”, che Alessio ha intonato: “Ma perché se sto vicino a te mi sento il cuore intenerire…”; per poi passare a “Meglio Val Colautti. Ph NadiaPastorcichSorridere” – sempre tratta dalla stessa operetta.
Dopo aver ripercorso musicalmente la storia di Trieste, quando era sotto l’Impero austro-ungarico, Alessio ha concluso questa prima parte dello spettacolo con una divertente considerazione sulle statue di Carlo VI e Leopoldo I.

Trieste xe stada il più grande porto dell’Impero dal 1719, grazie a Carlo VI. Eco, i cocai xe un po’ austriacanti: i bombarda tuti i monumenti, ma su Leopoldo e Carlo, no i va mai. Xe cocai seri, austriacanti, no iredentisti. Inveze, Nazario Sauro i lo gà colpì in pien”.

Trieste, nella storia, ha anche avuto un’occupazione francese – breve, ma l’ha avuta. È stata la canzone “Tornerai”, prima cantata in francese e poi in italiano da Colautti, ad aprire la breve parentesi francese. La nostra città, oltre a questi influssi, vanta – come ha ricordato Alessio – una grande comunità di tangheri. Perciò, quale canzone, se non “Caminito”, poteva al meglio trasportare, per qualche minuto, il pubblico triestino in Argentina?
Importante è stato anche il periodo degli Alleati, alla fine della Seconda Guerra Mondiale: è grazie a loro, che all’epoca, a Trieste si respirava un’aria nuova, ricca di swing e vitalità, dove le note di Glenn Miller risuonavano costantemente per le strade della città; Alessio ha riacceso quel periodo un po’ particolare con “Moonlight Serenade”, per poi intonare un noto pezzo cantato a suo tempo da Jole Silvani – contenuto nel suo disco “El Triestin in Carega” – che è “Mio Caro Johnny”, in perfetto tema “alleati”.

Ph NadiaPastorcichVerso la fine della serata, con queste parole, il Sindaco Roberto Cosolini ha consegnato a Livio Cecchelin la medaglia della città di Trieste: “Buonasera a tutti e a tutte, grazie per questa splendida serata; grazie ad Alessio, grazie all’Orchestra Auditorium. Io sono qua per un motivo particolare: il Maestro Livio Cecchelin, festeggia sessant’anni di una straordinaria carriera musicale, e per questa ragione il Comune di Trieste ha deciso di conferirgli la medaglia della città”.

È stata una sorpresa per il pubblico e per Livio Cecchelin, che tutto felice ha sorriso e ringraziato i presenti. Ma un’altra bella notizia è stata dichiarata dal Sindaco: “Trieste avrà in autunno una via dedicata ad Angelo Cecchelin”. Dopo aver sentito questo annuncio, Alessio Colautti ha fatto, letteralmente, i salti di gioia.

Non potevano nemmeno mancare due omaggi a quelle che sono state le donne di Angelo Cecchelin: Jole Silvani e Ph NadiaPastorcichMargherita Naccari (in arte Lia Corradi e Lilia Carini). Colautti – sempre accompagnato al piano da Livio Cecchelin – ha dedicato a Jole Silvani la canzone “Ricordo”, da lei cantata. Infine ha ricordato Livia Carini – la mamma di Livio Cecchelin – con il brano “E ti co’ la barcheta e mi col timoncelo”. Durante l’esecuzione di questi due pezzi, si è creata un’atmosfera d’affetto da parte del numeroso pubblico.
L’allegra serata si è conclusa con tre canzoni triestine: “Guarda la luna” “El caro de la merda”, e infine “Una fresca bavisela (Marinaresca)”, che la gente ha cantato assieme ad Alessio.

Alessio Colautti, accompagnato da una meravigliosa orchestra e dal fantastico Livio Cecchelin, ha trasformato una semplice serata estiva, a rischio di pioggia, in un indimenticabile evento.

Nadia Pastorcich ©centoParole Magazine – riproduzione riservata.
Foto di Nadia Pastorcich

Immagini correlate:

Download PDF

Price:
Category:     Product #:
Regular price: ,
(Sale ends !)      Available from:
Condition: Good ! Order now!

by

Condividi questo articolo sui Social Network

PinIt

About Nadia Pastorcich

Redattrice. Nadia Pastorcich nasce a Trieste; è una studentessa universitaria che fin da piccola ha frequentato ambienti legati al mondo dello spettacolo, appassionandosi sempre di più al teatro, al cinema e all’arte. A cinque anni ha iniziato a seguire le operette per poi passare al balletto e infine alla prosa e all’opera. Si è poi appassionata al cinema che va dagli anni Trenta agli anni Sessanta e ciò l’ha portata ad approfondire anche la musica, la moda e la fotografia d’epoca.

  • cesare

    Non ho potuto essere presente alla serata e mi dispiace molto. Deve essere stato uno spettacolo bellissimo, pieno di ricordi, di tanta musica e di tanta nostalgia. Trieste è una città che può vantare molte forme d’arte, e nella musica svariati riferimenti di stili e di suoni. Città che ha visto il passaggio di diversi popoli che hanno lasciato il segno del loro transito sotto vari aspetti, di forme e costumi.
    Livio Cecchelin e Alessio Colautti al centro di tutta la manifestazione, insieme ai loro amici musicisti. Grande soddisfazione indubbiamente per loro. Si meritano ogni elogio!