Un caffè con il barone: Lorenzo Acquaviva e Valentino Pagliei

Lorenzo Acquaviva Ph NadiaPastorcichEssere invitati a casa del barone è un privilegio riservato a pochi…”, e proprio in occasione della 47esima Barcolana le porte della dimora del Barone Revoltella si sono aperte ai cittadini, per “Un caffè con il barone”. Le repliche dello spettacolo si sono concluse domenica sera con grande successo.

L’attore Lorenzo Acquaviva nelle vesti del Barone Revoltella, scendendo dalla maestosa scala, ha accolto il numeroso pubblico, che lo stava aspettando nell’atrio della sua “umile dimora”. Un’entrata trionfale, un’entrata d’altri tempi.
A fare da sfondo, la Fontana della Ninfa d’Aurisina di Pietro Magni; al centro del gruppo marmoreo una ninfa uscita dalle grotte carsiche di Aurisina dà l’acqua alla figura femminile, seduta sulla sponda del mare che – come ha ricordato il barone – impersona la città di Trieste. Dopo una breve presentazione, giunge a fargli compagnia un suo caro amico: un personaggio alquanto singolare, interpretato egregiamente da Valentino Pagliei.

Nell’accompagnare i visitatori, nonché ospiti d’eccezione, nel Salotto Verde, al secondo piano, il Barone, con movenze eleganti, racconta del suo arrivo a Trieste, quando era ancora molto piccolo, insieme alla madre, da poco vedova; e di come in breve tempo, solo grazie alla sua intraprendenza e alle sue doti, sia riuscito ad inserirsi nell’ambiente imprenditoriale triestino. Gesto nobile il sottolineare le sue umili origini: Ph NadiaPastorcichsua madre era una lavandaia e suo padre un macellaio.

Entrati nella Salotto Verde, rivestito in finto marmo, il Barone mostra al suo amico un dipinto raffigurante la Basilica di San Marco (Revoltella è nato a Venezia). Inizia così un’amichevole chiacchierata tra i due, resa ancora più piacevole da un buon bicchiere di vino e dai sontuosi mobili dai toni dorati che fanno da contorno. La capacità interpretativa dei due attori e la loro gestualità rendono il tutto ancora più suggestivo.

Prima di proseguire la visita nella sua residenza, il Barone si è soffermato davanti ad un’altra scultura realizzata da Pietro Magni: Il taglio dell’istmo di Suez, raffigurante una figura femminile, l’Europa, che tiene uniti il Mare Mediterraneo e il Mar Rosso. Al centro Mercurio indica la nuova via alla Navigazione. Statua molto cara al Barone, diventato vicepresidente della Compagnia per la costruzione del Ph NadiaPastorcichCanale di Suez, grazie alle sue capacità imprenditoriali, al suo fiuto negli affari e alla sua lungimiranza.
Il punzecchiante discorso fra i due continua nella sala da pranzo di rappresentanza: l’amico mette in evidenza le dicerie riguardo l’accusa di corruzione delle quali è stato vittima il Barone. Revoltella prende subito le sue difese, ricordando che quello scherzetto gli è valso il titolo di barone.
Da bravo padrone di casa, fa accomodare i suoi ospiti attorno all’enorme tavolo, illuminato da grandi lampadari in cristallo. Una stanza, questa, che ben rappresenta i lussi di cui amava circondarsi il Barone. La purezza del bianco e la raffinatezza dell’oro invadono le pareti.

La visita si conclude nel Salotto Azzurro, dove c’è il Ritratto dell’Arciduca Massimiliano (1868, Tominz), che fa rammentare al Barone di quando l’Arciduca venne a fargli visita, in occasione dell’inaugurazione della sua dimora. Un grazioso valzer fa rivivere nelle menti dei presenti l’atmosfera delle feste di casa Revoltella. Con un caffè in mano, il sorriso sul volto, il Barone e il suo amico salutano i loro ospiti.

Un pomeriggio dal sapore antico, in uno dei palazzi più belli della città, reso possibile da due attori d’eccezione: Lorenzo Acquaviva e Valentino Pagliei.

“Un caffè con il barone” è un progetto nato qualche anno fa, che si ripete periodicamente al Museo Revoltella (Trieste), sempre con grande partecipazione di pubblico. Messinscena di Ivan Zerbinati, regia di Davide del Degan.

Nadia Pastorcich ©centoParole Magazine – riproduzione riservata.
Foto di Nadia Pastorcich

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About Nadia Pastorcich

Redattrice. Nadia Pastorcich nasce a Trieste; è una studentessa universitaria che fin da piccola ha frequentato ambienti legati al mondo dello spettacolo, appassionandosi sempre di più al teatro, al cinema e all’arte. A cinque anni ha iniziato a seguire le operette per poi passare al balletto e infine alla prosa e all’opera. Si è poi appassionata al cinema che va dagli anni Trenta agli anni Sessanta e ciò l’ha portata ad approfondire anche la musica, la moda e la fotografia d’epoca.