11 Prospettive d’Autore a Palazzo Costanzi

E´ stata inaugurata l’8 gennaio scorso presso la sala “Umberto Veruda” di Palazzo Costanzi a Trieste la mostra “11 Prospettive d’Autore“; una mostra collettiva che raccoglie le opere di undici artisti italiani e sloveni, che frequentano l’ Atelier Možina dell’artista e maestro Livio Možina. Le opere proposte dagli artisti, di taglio prettamente figurativo, sono una sintesi della loro ricerca artistica, degli insegnamenti del maestro e anche di nuovi spunti del loro percorso.

La pittura del maestro Livio Možina, classe 1941, è di chiara suggestione iperrealista, corrente nata negli Stati Uniti dopo il 1960 per contrastare l’egemonia dell’espressionismo astratto, dalla quale ha assimilitato fin dai suoi esordi nel 1971, la tecnica di raffinatissima precisione rappresentativa e il rigore per rappresentare il reale il più possibile vicino alla realtà e alla naturale percezione dell’occhio. Livio Možina si è dedicato, e si dedica tuttora, principalmente alle nature morte e ai paesaggi.

I protagonisti di 11 Prospettive d’Autore, guardando e mai dimenticando gli insegnamenti del maestro, creano nelle loro opere, un’immagine ancora più esplosiva di quella fotografica, con una carica emozionale inedita.

Questa collettiva segna un punto d’inizio e d’incontro oltre lo studio, in cui gli allievi uniti dalla voglia di approfondire le tecniche pittoriche apprese, esprimono, a seconda della propria personalità, un approccio al reale molto vario.

Alcuni hanno scelto di raccontare il paesaggio, ad esempio quello del territorio carsico stiriano, come Iurin Claudio che interpreta le atmosfere autunnali del mondo rurale dandone una visione caratterizzata da armonia e pace ; oppure paesaggi di mare o scorci triestini immersi in una luce meridiana, luminosa, quasi allo zenit, di Majda Pertotti, la quale giunge a risultati di grande spontaneità espressiva.

C’è chi invece quarda la natura attraverso una lente di ingrandimento, come nel caso di Bruna Naldi che con le sue composizioni floreali, ci svela un mondo dal sapore romantico e fiabesco. Lo stesso approccio spinge l’artista Mara Giorgini a creare scenari immaginifici incentrando le sue opere sul rapporto uomo-natura, e introducendo all’interno dei suoi quadri il soggetto delle api per sottolineare l’equilibrio precario della natura.

DSCF2436-11Sempre nella natura trovano ispirazione gli artisti Paolo Bonifacio con le sue nature morte realizzate con la tecnica dell’acquarello; Tina Cencič affascinata dalla bellezza della natura selvaggia e talvolta esotica rappresentata con una grande attenzione al dettaglio e da toni delicati e sfumati. Antonio di Gregorio, invece, sperimenta le possibilità del colore ad olio nei suoi ritratti di giovani ragazze o nel movimento di cavalli al galoppo.

 

Con un impronta di carattere surrealista gli artisti Ferletic Matej e Carlo Staurini ci presentano un mondo in disordine ed inquietante, il primo, ingrandendo il soggetto con uno spirito Pop, il secondo, trasfigurando la realtà attraverso accostamenti inconsueti.

DSCF2477-21In ultimo troviamo le atmosfere emozionali e le sperimentazioni delle artiste, Dilva Musizza con le sue misteriose figure femminili dal sapore impressionista di cui non vediamo il volto, e Viviana Zinetti, interprete pittorica del tango, dal passato di ballerina, che ci regala le atmosfere rilucenti e luccicanti dei teatri e dei bagliori scenici attraverso il dettaglio prezioso di brillantini rossi Swarosky inseriti nelle tele.

 

La mostra è curata da Giulia Jercog, ed è possibile visitarla fino al 28 gennaio 2016 presso la sala “Umberto Veruda” di Palazzo Costanzi dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Serena Bobbo © centoParole Magazine – riproduzione riservata

foto: Serena Bobbo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Serena Bobbo

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