EPISTOLARIO: A cosa serve lo studio del pensiero se non formuli pensieri nuovi? Jack Kerouac

A Hal Chase

Sab. pomeriggio 19 aprile ‘47

Ozone Park

 

Principe Hal-

be’, mi ha fatto un piacere immenso avere tue notizie e apprendere i tuoi progetti per l’estate prossima. E spero proprio di partecipare anch’io a quel viaggio sul versante occidentale: perché è a questo genere di cose che negli ultimi mesi ho cominciato a rivolgere l’attenzione

A questo proposito, potrei accennare a una cosa di cui avevo intenzione di parlarti con calma a tu per tu, ossia che i miei interessi stanno subendo un cambiamento impressionante, e mi ha fatto piacere (ancora una volta) sapere che anche tu ti stai riorganizzando o forse soltanto, com’è naturale, orientando verso nuovi interessi.

jack k 2Per quanto mi riguarda, lo sviluppo nelle direzioni cui ho accennato sopra si incentrava su un mio interesse per le cose, piuttosto che per le idee. Negli ultimi mesi, ad esempio, tutte le mie letture sono state di natura molto pratica. Eccone un elenco: Oregon Trail di Parkman, un altro libro su quella pista e su tutte le altre piste impostanti del paese (non chiedermi perché, ma adesso tutte queste letture mi piacciono da impazzire), una storia degli Stati Uniti, una biografia di George Washington, una storia della guerra d’indipendenza (comprese le campagne e le mappe) e infine, cosa non meno importante, ho cominciato un vasto studio della faccia dell’America, procurandomi mappe (o cartine stradali) di tutti gli stati degli USA, e tra poco nulla sfuggirà più alla mia attenzione, fiume, cima, baia, città o metropoli che sia.

Ebbene, che cosa significa tutto questo? Conosco gente che vi vedrebbe, per così dire, un’infanzia recidiva. Ma conosco altri che vi vedrebbero un passo avanti. Poiché, dopo tutto, qual è il pensiero dominante del carattere americano se non un’energica e risoluta ricerca di un sapere utile? La “sussistenza umana” dell’America invece della vaga e prosaica “fratellanza umana” europea. Il mio oggetto, come scrittore, è ovviamente l’America e, semplicemente, dell’America devo sapere tutto.

Che cosa offre un esame approfondito della “storia del pensiero” a un uomo risoluto? A che cosa serve lo studio jack kdel pensiero se non formuli pensieri nuovi? E come puoi formulare pensieri se non sei tu il primo a infiammarti per un obbiettivo nuovo? Be’, il mio obbiettivo è di portata balzachiana: conquistare la conoscenza degli USA (per me il centro del mondo come Parigi era il centro del mondo per Balzac); il mio obbiettivo è conoscerli come il palmo della mia mano. Quanto alla faccenda del risentimento, possa io non dire ciò che disse Washington: “Invidioso di nessuno, sono deciso a farmi riuscir graditi tutti quanti”. Questo è lontano dai Raskolnikov e dai Julien Sorel
d’Europa da non riuscire divertente: adesso sono troppo pigro per sviluppare l’argomento, ma puoi capirlo in un baleno. Si tratta della differenza tra una cultura della rissa, del risentimento e della lotta tra gli uomini e una cultura della sussistenza, della determinazione, della terra e della lotta naturale.

 

Jack Kerouac

Tratto da Lettere della Beat Generation, Mondadori, Milano.

Francesca Schillaci © centoParole Magazine – riproduzione riservata

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Francesca Schillaci

About Francesca Schillaci

Redattrice. Laureata in Lingue e Letterature straniere presso l’Università di Lettere e Filosofia a Trieste. Da sempre amante di letture di classici, si dedica alla musica, al disegno e alla scrittura, prediligendo la fusione dell’arte musicale con la composizione poetica; in Spagna pubblica la sua prima introduzione per un libro di fotografia e una volta tornata in Italia inizia a collaborare con più pubblicazioni online (‘La Voce di Trieste’ , ‘dotART Magazine’, ‘Trieste All News’).