10a edizione del SalinaDocFest – Concorso Internazionale Documentari dal 7 al 12 giugno

GiovannaTavianiÈ stata presentata, mercoledì 1 giugno, da Giovanna Taviani, la 10a edizione del SalinaDocFest, al Centro sperimentale di Cinematografia di Palermo.

Il SalinaDocFest nasce nel 2007 da un’idea di Giovanna Taviani, in collaborazione con l’associazione Salina e in sinergia con le istituzioni e con gli abitanti del territorio. In poco tempo si è fatto portavoce nonché protagonista di quel processo, che in questi ultimi anni, ha reso il documentario narrativo un genere in grado di coinvolgere il popolo.

Come mai proprio a Salina? Perché quest’isola si trova al centro delle Isole Eolie, dichiarate dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Ma le Eolie, nel periodo d’oro del cinema italiano, sono state anche set cinematografico di molti registi, tra i quali Roberto Rosellini, Michelangelo Antonioni, Vittorio De Seta, i Fratelli Taviani e Nanni Moretti.

Oltre a ciò, Salina è protagonista della storia del documentario italiano: proprio qui, nel 1946, si è consolidata la mitica Panaria Film, fondata da Francesco Alliata, Fosco Maraini, Giovanni Mazza e Pietro Moncada, che con i loro documentari hanno raccontato questo angolo di Mediterraneo.

Il titolo scelto per la 10a edizione del SalinaDocFest è Ma(d)re Mediterraneo – L’Altro Mediterraneo.

Se il cinema, la letteratura hanno la forza profetica di anticipare il futuro, proviamo a capovolgere l’orizzonte con la forza del documentario, e a postulare, dietro la catena di rovine e distruzione, un diverso scenario possibile. Ecco allora il tema Madre Mediterraneo / L’Altro Mediterraneo, ad indicare un nuovo pensiero utopico, folle e antagonista, che dice altro e rimanda ad altro, come in quell’isola dell’Utopia di Tommaso Moro, di cui oggi, insieme all’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, celebriamo i cinquecento anni. Non possiamo più stare a guardare. Dobbiamo testimoniare” – ha enunciato Giovanna Taviani.

CuticchioA portare i saluti della regione e di Sicilia Film Commission è stato Alessandro Rais; tra i presenti Mimmo Cuticchio, che riceverà a Salina il Premio Ravesi Dal Testo allo Schermo; Nicola Cusimano (giurato del Concorso nazionale Sicilia.Doc) e Simonetta Amenta (produttrice).

Tra gli ospiti del Festival ci saranno Kasia Smutniak, Corrado Formigli, Jacopo Quadri e Gianfranco Rosi in collegamento da Londra, i registi Malek Bensmaïl, Lamine Ammar-Khodja, Tarek Sami, Lucie Dèche e Karim Loualiche (Focus Algeria: l’Altro Mediterraneo), Paolo genovese, Domenico Procacci, Federico Vacalebre, Paola e Silvia Scola, Diego Bianchi in arte Zoro.

La 10a edizione del Festival si aprirà martedì 7 giugno con il Premio Mediterraneo – offerto da Lady Wilmar – a Gianfranco Rosi, per il film “Fuocoammare” (Orso d’Oro 2016). Il regista, in collegamento da Londra, verrà intervistato da Corrado Formigli, sul tema: “Lampedusa tra réportage e cinema del reale”; mentre il montatore Jacopo Quadri presenterà in esclusiva una selezione di materiali inediti del film.

Una parte del programma sarà riservata al rapporto tra cinema, teatro e letteratura, con l’assegnazione del Premio Ravesi Dal Testo allo Schermo a Mimmo Cuticchio (mercoledì 8 giugno), scelto dalla Direzione e dal Comitato d’Onore del Festival, quest’ultimo composto da Romano Luperini, Giorgio e Mario Palumbo, Paolo e Vittorio Taviani, Bruno Torri.
Tra gli appuntamenti anche “Focus Algeria: L’Altro Mediterraneo” (8/10 giugno) con i registi Malek Ridendo_e_scherzando_Ettore ScolaBensmail (Contre-Pouvoirs, 2015), Tarek Sami (Chantier A, 2013) e Lamine Ammar Khodja (Bla Cinima, 2014).

Con “Sguardi di Cinema” – finestra dedicata ai film di finzione – imperdibile l’appuntamento con “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese (11 giugno) – il regista interverrà alla proiezione, insieme alla protagonista Kasia Smutniak e al produttore Domenico Procacci; e l’omaggio a Ettore Scola, con la proiezione di Ridendo e scherzando” di Paola e Silvia Scola (12 giugno), alla presenza delle registe.

Sono sei i film – selezionati dalla direzione con la consulenza di Federico Rossin (Cinéma du Réel) e Ludovica Fales (rappresentante italiana di EWA-European Women’s Audiovisual Network), e con la collaborazione di Sandro Nardi – che vedremo al Festival: “Due Sicilie” (Italia, 2016, 62’) di Alessandro Piva, un film d’amore dedicato all’isola di oggi e di ieri; “They Will Have To Kill Us First” (Gran Bretagna, 2015, 105’) di Johanna Schwartz, che ci porta fra I musicisti del Mali; “Dans ma Tête un Rond-Point” (Francia, Algeria, Qatar, Libano, Olanda, 2015, 100’), di Hassen Ferhani, che Sponde_02dà voce al canto di rabbia e di speranza dei lavoratori del macello di Algeri.
Venerdì 10 giungo, invece, verrà proiettato “Sponde. Nel sicuro sole del Nord” (Italia, 2015, 60′) di Irene Dionisio, storia di un’insolita amicizia epistolare tra due uomini alle due sponde opposte del mar Mediterraneo; per quanto riguarda la giornata di domenica, sarà la volta di “Les Sauteurs” (Danimarca, 2016, 80’) di Estephan Wagner, Moritz Siebert, Abou Bakar Sidibè, il racconto in prima persona di Abou, migrante bloccato di fronte al muro di Melilla; e “Shashamane” (Italia, 2016, 80’) di Giulia Amati, il viaggio di ritorno di uomini e donne verso la città di Shashamane, in Etiopia, 400 anni dopo l’inizio della schiavitù e della diaspora africana.

Il concorso si concluderà con l’assegnazione finale del Premio Tasca d’Almerita, scelto dalla giuria formata dal regista Leonardo Di Costanzo, dal critico cinematografico britannico Lee Marshall e da Andrea Purgatori, sceneggiatore e giornalista.
Il Premio Signum andrà, invece, al film più votato dal pubblico; mentre il Premio AMC al miglior montaggio, sarà assegnato dall’Associazione Montaggio Cinematografico e televisivo – in giuria Ilaria Fraioli, Luca Carrera, Luca Gasparini, Annalisa Forgione e Paolo Petrucci.
Ma la novità di quest’anno è il nuovo Concorso nazionale Sicilia.Doc, con il quale il SalinaDocFest vuole rendere omaggio alla terra che lo ospita e alla sua gente – in giuria Maria Cuffaro (Rai TG3 Rai), Salvatore Cusimano (Rai Sicilia) e Mario Di Caro (Repubblica Palermo). I film in concorso: “Magic Island” (Italia, 2016, 111’) di Marco Amenta; “Sicily Jass” (Italia, 2015, 73’) di Michele Cinque; “Triokala” (Italia, 2015, 75’) di Leandro Picarella,“’U Ferru” (Italia, 2015, 70’) di Marco Leopardi. Al vincitore sarà consegnato il Premio Irritec.

Enzo_Avitabile_02Il SalinaDocFest non finisce qui: ci sarà pure una sezione dedicata ai docu-corti, con la terza edizione del Video Contest SDF – Isole di Utopia. In giuria Luca Rosini (regista), Ivo Basile (Tasca d’Almerita), Linda Sidoti (Assessore alla cultura del comune di Santa Marina Salina); e il Musica.Doc, una sezione dedicata al documentario musicale; in programma la proiezione di “Numero Zero. Alle origini del rap italiano” (Italia 2015) di Enrico Bisi, “Enzo Avitabile Music Life” (Italia 2012) di J. Demme, e “Passione” (Italia 2010) di John Turturro.

Fra gli eventi di Live Music, il DJ set di DJ Delta (8 e 10 giugno); Marco Selvaggio e il suo incredibile ‘hung drum’; Enzo Avitabile in concerto (9 giugno); La Piccola Orchestra delle Cose Belle, creata da Agostino Ferrente e diretta da Valerio Vigliar (11 giugno), che presenta in anteprima assoluta il nuovo cd Guaglione, interpretato da Enzo Della Volpe.
Per la serata finale del 12 giugno, i Tamuna, con il loro sound folk rock e l’anteprima di alcuni brani dal nuovo disco. Ospite d’onore, Diego Bianchi in arte Zoro, con Gazebo a Salina.

A settembre 2016 il Festival continua a Palermo, con la presenza, ancora da confermare, di John Turturro.

Il SalinaDocFest è un festival che promuove la rinascita del documentario narrativo, che promuove l’integrazione dei migranti, che promuove la salvaguardia dell’ambiente. È un Festival dell’impegno sociale.

Nadia Pastorcich ©centoParole Magazine – riproduzione riservata. 

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About Nadia Pastorcich

Redattrice. Nadia Pastorcich nasce a Trieste; è una studentessa universitaria che fin da piccola ha frequentato ambienti legati al mondo dello spettacolo, appassionandosi sempre di più al teatro, al cinema e all’arte. A cinque anni ha iniziato a seguire le operette per poi passare al balletto e infine alla prosa e all’opera. Si è poi appassionata al cinema che va dagli anni Trenta agli anni Sessanta e ciò l’ha portata ad approfondire anche la musica, la moda e la fotografia d’epoca.