Sigillo Trecentesco della Città di Trieste a Teddy Reno, presente anche Rita Pavone

PhnadiapastorcichUna mattinata di festa, quella di oggi, martedì 25 ottobre, per la città di Trieste. Nel Salotto Azzurro del Comune, il Sindaco Roberto Dipiazza ha accolto Teddy Reno e la moglie Rita Pavone.

La cerimonia si è aperta con qualche strofa della canzone “Cuore” che Dipiazza ha canticchiato con gioia, ricordando la sua gioventù. Con grande piacere ha voluto omaggiare Rita Pavone, regalandole il “crest” ufficiale del Comune di Trieste, perché “i fiori appassiscono, questo rimane”.

Ci sono delle persone che hanno segnato la vita di questa città, oggi avete la fortuna di averne addirittura due – ha sottolineato il Sindaco Dipiazza. Teddy Reno ha segnato la storia di questa città. Con lui abbiamo passato dei momenti indimenticabili in Piazza Unità. È una persona che ha sempre portato alto il nome di Trieste. Mi fa molto piacere averti qua e ti ringrazio di cuore per quello che hai fatto nella tua vita, perché hai sempre parlato bene della nostra Trieste, di cui siamo innamorati”.

PhnadiapastorcichA nome di tutta la città di Trieste, il Sindaco Roberto Dipiazza ha conferito a Teddy Reno il Sigillo Trecentesco.
È una delle più belle giornate della mia vita – ha detto Teddy Reno – però approfitto per fare un pensiero ad un grande amico, che è nato insieme a me: lavoravamo all’Hotel de la Ville, sotto il governo militare alleato. Lui suonava il pianoforte e un giorno gli ho detto: ‘te vol vegnir a Milan in zerca de fortuna con mi?’ E lui mi ha risposto: ‘Quando partimo?’ Siamo partiti il 1 gennaio del 1948”. Con energia ed entusiasmo ha chiesto un applauso per Lelio Luttazzi, al pubblico presente. Un grazie è andato anche alla moglie Rossana Luttazzi, “una persona straordinaria”.

Tanti sono stati i ricordi e gli aneddoti che Teddy Reno ha raccontato con simpatia: dal suo esordio a Radio Trieste, all’incontro con Lelio Luttazzi, alla nascita della CGD (Compagnia Generale del Disco), fondata dallo stesso Teddy Reno, allo zio materno, Giorgio Sanguinetti, proprietario della ditta Arrigoni, che comprò le trasmissioni radiofoniche a Torino, dove Luttazzi si trovò a dirigere l’orchestra della Rai, ai viaggi all’estero.
PhnadiapastorcichTeddy Reno si è poi soffermato su due canzoni in particolare: “Te vojo ben”, lanciata con Cergoli, e “Trieste Mia”, con Lelio Luttazzi; brani che ha intonato durante la cerimonia, diffondendo nell’aria un’atmosfera di felicità, di festa. Vedendolo coinvolto nel suo canto, Rita Pavone gli ha scherzosamente detto: “Non fare il concerto!”, conquistando la risata del pubblico.

Anche Rita ha ricordato il grande Lelio Luttazzi: “Ho lavorato con Lelio un sacco di volte, in Rai, a Studio Uno. L’ultima cosa che abbiamo fatto insieme è stata ‘Come Alice‘, poi ci siamo trovati a Telemontecarlo, che non era ancora La7, dove facemmo una cosa carina: lui fece un duetto molto simpatico; un bellissimo ricordo. Il fatto che due personaggi così importanti siano nati a Trieste e abbiano dato alla musica italiana qualcosa di più, è veramente un segno particolare, una cosa notevole e fa onore alla vostra città”.

Prima dei saluti, Teddy Reno ha lasciato la sua dedica sul libro d’oro degli ospiti illustri del Comune: “Per ricordo di un giorno fantastico”. “E mi firmo ‘El Mulo Ferruccio’; magari, fra parentesi, anche Teddy PhnadiapastorcichReno” – ha commentato.

All’evento erano presenti gli amici di Teddy Reno e Rita Pavone, il Vicesindaco Pierpaolo Roberti, l’Assessore alla cultura Giorgio Rossi, il Consigliere Lorenzo Giorgi, l’Assessore all’urbanistica Luisa Polli, l’Assessore all’educazione Angela Brandi, l’Assessore al Personale Michele Lobianco e il produttore discografico Alberto Zeppieri.

Teddy Reno ha chiuso la cerimonia con un “Viva Trieste!”

Nadia Pastorcich ©centoParole Magazine – riproduzione riservata.
Foto di Nadia Pastorcich

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About Nadia Pastorcich

Redattrice. Nadia Pastorcich nasce a Trieste; è una studentessa universitaria che fin da piccola ha frequentato ambienti legati al mondo dello spettacolo, appassionandosi sempre di più al teatro, al cinema e all’arte. A cinque anni ha iniziato a seguire le operette per poi passare al balletto e infine alla prosa e all’opera. Si è poi appassionata al cinema che va dagli anni Trenta agli anni Sessanta e ciò l’ha portata ad approfondire anche la musica, la moda e la fotografia d’epoca.