Conchiglie e stelle: il primo album del pianista Marco Ballaben

Conchiglie e stelleÈ uscito “Conchiglie e stelle”, il primo album del pianista Marco Ballaben, che ricordiamo per il Concerto all’Alba sul Molo Audace, in occasione del “Trieste Loves Jazz” dello scorso anno.
«“Conchiglie e stelle” è l’immagine che mi è venuta pensando a due elementi: cielo e mare – racconta il pianista Marco Ballaben. Elementi che, in alcune ore del giorno, assumono una tonalità quasi unica, si fondono. Così, due “creature” appartenenti ai due elementi, possono fondersi e dialogare tra loro».
Nel disco sono presenti i pezzi che Ballaben ha suonato al concerto all’Alba del 9 agosto e qualche nuova composizione. «Come già il titolo dell’album promette, le musiche vogliono essere “fotografie sonore”, commento di immagini, sogni. Il tutto nato dall’amore personale per le musiche da film».

Le musiche del CD, registrato da Artesuono Recording Studio di Cavalicco (UD), sono composte da Ballaben, sia per piano solo che per il trio con contrabbasso e batteria (Giovanni Toffoloni e Paolo Muscovi). «Due musicisti eccelsi e due persone straordinarie. Con Paolo è un rapporto artistico di vecchia data, con Giovanni più recente. Ma è importante trovare musicisti che abbiano la giusta sensibilità che li porta a “capire” cosa stanno suonando. Non sempre è facile. Quelli bravi si caratterizzano anche per questo».

Anche se Ballaben suona da tempo canzoni pop e disco con il trio GiuliaPellizzariBallben(d), in questo album lascia lo spazio al pianoforte e ad una musica evocativa, un’inno alla natura. Sono dei pezzi delicati, armoniosi che ci riconducono alla bellezza di un tramonto, al movimento delle onde del mare o all’andare del vento.
Marco Ballaben. Ph NadiaPastorcichL’obiettivo di questo progetto di Ballaben è quello di « suonare, suonare e suonare. Far arrivare questo “messaggio” a più orecchie possibili; poter magari trovare un aggancio per sonorizzare qualcosa di importante. In ogni caso, realizzare un lavoro come questo, è già un obiettivo raggiunto».

L’album lo potete ascoltare ed acquistare su tutti i network musicali più diffusi, come iTunes, Spotify, Apple Music; inoltre su YouTube trovate il video musicale di “Conchiglie e stelle”, diretto da Francesco Termini. L’idea di realizzare il video di questo brano è nata perché «era forse il pezzo più “visionario” e uno di quelli che incontravano maggior favore. Francesco lo conoscevo già da un paio d’anni ed ero sicuro che con lui si potesse dialogare usando la stessa lingua. Io gli ho dato delle direttive – poche in verità – e mi sono fidato di cosa avrebbe inventato lui con la sua sensibilità. Funziona così anche quando decidi di avere un musicista che suona per te. Se dovessi spiegargli tutto, uno varrebbe l’altro».

L’avventura di Marco Ballaben non finisce qui: dopo questo disco ce ne sarà un altro. «Sono già al lavoro, anche perché i concerti, che spero arriveranno numerosi, richiedono un repertorio più vasto. E comunque ci ho preso gusto».

Nadia Pastorcich ©centoParole Magazine – riproduzione riservata.

 

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About Nadia Pastorcich

Redattrice. Nadia Pastorcich nasce a Trieste; è una studentessa universitaria che fin da piccola ha frequentato ambienti legati al mondo dello spettacolo, appassionandosi sempre di più al teatro, al cinema e all’arte. A cinque anni ha iniziato a seguire le operette per poi passare al balletto e infine alla prosa e all’opera. Si è poi appassionata al cinema che va dagli anni Trenta agli anni Sessanta e ciò l’ha portata ad approfondire anche la musica, la moda e la fotografia d’epoca.

  • cesare

    Dopo aver ascoltato il bel brano musicale, mi sono permesso questi semplci versi che dedico al bravo pianista e compositore.

    NOTE DI UN PIANOFORTE
    (ascoltando il piano di Marco Ballaben)

    Note di un pianoforte
    sembrano aprire il cielo,
    evaporando quasi
    dalla stanza che le costringe.

    Volano alte,
    libere,
    disperse nell’aria
    dopo aver toccata
    la meta voluta.

    Raggiungono le nuvole,
    ritrovano la terra,
    si adagiano sul mare
    per ritornare fra le dita
    di chi abilmente le suona.

    Note che si animano
    per rincorrersi veloci
    sull’acqua che scorre,
    nel vento che soffia
    aperto sui campi.

    Paradisi di sogno,
    mentre arriva la notte
    e si affaccia la luna.

    Cesare Borroni
    (gennaio, 2017)