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Questo argomento contiene 0 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da Roberto Srelz Roberto Srelz 2 anni, 9 mesi fa.

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    Roberto Srelz
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    Amore sangue e tutto quel che è in mezzo [luglio 2011 – raccolta di poesie]

    Amore sangue e tutto quel che è in mezzo, raccolta di poesie scritte da Vincenzo Russo, è la terza pubblicazione di Esaedro. Dopo l’arte visiva, dopo il fantastico, Esaedro esce per un momento, senza dimenticarlo, senza perderlo ma senza perdersi in esso, dal sogno:

    Sognare non è volare né un illuminante alba di speranze. Ogni sogno è una sanguinante certezza, lucida misura di lontananza, freccia di paure presenti. [da:’I Sogni son Desideri’]

    Esaedro si avvicina alla letteratura nella sua forma di comunicazione assoluta, governata da regole eppure libera. Vincenzo e il gioco: assieme, nel loro cammino, dal 1990 – uniti, poi allontanati l’uno dall’altro dalle esperienze e dalle difficoltà della vita eppure mai separati, poi di nuovo assieme. Vincenzo è per una parte di sé gioco, fantasia: dai racconti e dai giochi di Esaedro nasce parte di Vincenzo e questo di Vincenzo è un giocare con le parole questa volta, una falsa finzione.

    Il mio affetto non ha bisogno di aspettare l’ultima pagina di un calendario.
    E certo il mio animo soffoca avvolto nella carta da regali. [da:’Buon Natale’]

    Vincenzo ci porta attorno al suo animo con parole secche, dure, talvolta ironicamente amare. Attraverso la descrizione di una realtà che vede cruda e violenta, ma mai disperata, cerca di farci del male, di scuoterci, e ci riesce appieno.

    E prima che proviate paura … domandatevi: Quando qualcuno vi ha mai tributato di un sentire così intenso senza neanche conoscere il vostro nome? [da:’Vi Odio Tutti’]

    Rivela però allo stesso tempo al lettore attento e sensibile un gioco delicato di sentimenti nascosti, forti, nudi, che non sono altro che l’autobiografia della sua vita e il suo rapporto con gli altri, quegli altri che vede sempre come suoi pari. Che cos’è la vita, con gli altri, con quello che c’è dentro di noi, se non gioco?

    L’emozione, nella poesia di Vincenzo Russo, non cessa mai di essere tale. Gioca con noi, ci schiaffeggia, si prende gioco di noi, per stimolarci e per potersi esprimere. I suoi errori, le sue contraddizioni, la tragedia, la miseria e la grandezza dell’uomo e dell’amore in libertà, al di fuori di schemi, di modelli. Non ci chiede un giudizio, e non giudica gli altri. E trova la sua vera forza d’espressione: scopre la forza di rimettersi in gioco ogni giorno, giorno dopo giorno, senza fermarsi mai. Ed è una forza che trasmette a noi. Nel bene, e nel male. Violentemente.

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